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Archive for ottobre 2008

e trattengono, semi-trattengono, credenze filtrano attraverso gli anni,
spargendo la luce che un tempo avevano posseduto

Ruth O’ Callaghan

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corteccia e alburno di rametti ammucchiati stretti.
Più avanti le correnti contrarie attraggono la barca

Ruth O’ Callaghan

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Therese Carfagno, giornalista e fotografa, presenta la sua prima mostra in Second Life nell’ampio spazio ARENA di uqbar.media art culture. Tre piattaforme con tre immagini presentate in una cornice di cubi trasparenti che ad ogni movimento di mouse si muovono ingrandendosi, alzandosi, permettendo agli avatar di sedersi ed osservare le diverse fotografie montate su neri pannelli di grandi dimensioni.

Eleganza e sobrietà. Therese ci accompagna alla ricerca del mistero di terre lontane. Pianeti verdi, dorati, silouhettes di avatar che fluttuano nello spazio virtuale del virtuale.


Sarima vola accanto alle fotografie di Therese e interagisce con le sue opere immedesimandosi nelle protagoniste dei suoi viaggi.

in compagnia di una astronauta mi avvicino al pianeta verde acqua

com’è bello rivedere i colori della terra!

Aspettami non scappare, mi devi raccontare…chi sei, da dove vieni, dove sei diretta, cos’è questa forma, un serpente, un mostro? Fermati, ti prego!!!!

La scenografia permette un raffinato gioco d’immagini

Roxelo Babenco del Museo del Metaverso sta conversando con una studentessa e con Therese. Non notate una certa sua somiglianza con il personaggio fotografato, la silouhette con il cappello a tuba?

Therese Carfagno, elegantissima, di spalle

La studentessa dai colori vivaci sta preparando una tesi su second life, ed è tutta impegnata ad intervistare l’artista. Nella foto a destra un buffo personaggio. E’ un avatar che va a vapore, cioè a tutta sigaretta… ho visto poi una capigliatura azzurra che si mimetizzava negli sfondi neri dell’allestimento, mi dispiace, ho tentato, ma non sono riuscita a fotografarla. Ho tentato di invitarla ma non si è mai mostrata in piena luce.

Therese Carfagno ci invita a passeggiare sopra questo merletto, e racconta la sua storia, potete approfondirla in http://theresecarfagno,wordpress.com.

un’amica di Therese che spicca per la sua originalità e santità, almeno apparentemente…


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Sono stata alla prima inaugurazione di Arena call for artists. Una mostra in Second Life collegata all’iniziativa di Rinascimento Virtuale di Firenze.

Gli artisti Shellina Winkler e Solkide Auer hanno presentato le loro sculture e alcuni quadri-mobili .

La caratteristica specifica di queste sculture è il loro movimento e la possibilità per un avatar di entrare nelle stesse opere, un po’ il concetto dell’artista Jesus Rafael Soto che in una sua ricerca particolare voleva far interagire i visitatori con l’opera stessa.

un allestimento dell’artista Soto

“Soto è particolarmente noto per le sue sculture interattive composte da tubi sottili pendenti, attraverso i quali l’osservatore è in grado di camminare. L’arte di Soto ha una caratteristica: la percezione che manda direttamente al cervello, e non all’occhio. Il cervello percepisce un’unica entità composta dal visitatore e dall’opera stessa.”

Mi fa piacere presentarvi alcune opere di Shellina e Solkide come io le ho vissute:

opera di Shellina

opera di Solkide

opera di Shellina

opera di Solkide

opera di Shellina

nella fantasmagorica opera di shellina

Per darvi un’idea dello spazio a disposizione degli artisti ecco alcune istantanee

Sarima la curiosa

Un incontro fra amici da tutto il mondo virtuale di sl

Il personaggio alla mia destra con il cappello a tuba è Roxelo Babenco e l’avatar in calzamaglia bianca con strisce bordeaux è arco Rosca, i due creatori del Museo del Metaverso, spazio dedicato all’arte degli avatar siano essi artisti nella vita reale o no. Sicuramente in questa “operazione Arena” riusciranno a far emergere la creatività e la vena artistica dei molti partecipanti.

La genialità degli avatar nella cura del loro look e dell’ abbigliamento è un aspetto che mi colpisce ogni volta che li incontro in qualche manifestazione.

Ora in questo stesso momento nel Museo del Metaverso nell’ARENA altri artisti sono visibili farò il possibile per farvene conoscere alcuni.

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Ai tempi degli ultimi disordini in Tibet avevo incontrato queste sagome di monaci tibetani su Vulcano. Erano una dimostrazione che anche in sl c’erano avatar che si interessavano ai problemi sociali e politici.

Ho trovato un sito che raccontava dettagliatamente cosa stava accadendo, l’indirizzo è  http;//www.italiatibet.com

Per quanto mi riguarda ho preferito focalizzarmi sul Tibet che non vorrei vedere, quello delle violenze, e delle risposte altrettanto violente, e sul Tibet che vorrei, sulla resistenza pacifista ma forte verso gli invasori, alla maniera di Gandhi per intenderci.

Ho preparato due immagini che porterò alla mostra alla quale sono stata invitata: Tibet e Spiritualità.

Le propongo in anticipo qui nel mio blog

Il Tibet che non vorrei 2008

Il Tibet che vorrei 2008

Immagini che si mescolano tra virtuale e reale, tra desiderio e realtà. La pace va conquistata e bisogna lottare per averla: questo significa sacrificio, dialogo, amore e abnegazione valori che, anche se sembrano sopiti in questi nostri tempi, sono ancora vivi nell’animo di alcuni e mi auguro che tramite loro, che sono il lievito e il sale della terra, la schiera dei giusti si allarghi in modo tale che le guerre spariscano dalla faccia della terra.

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L’ignoto.
Che ci faccio qui?,
di passaggio.
Camminando
sulla strada
un indovino mi disse
ogni cosa è illuminata
chiedi alla polvere
la polvere dei sogni
il nostro bisogno di consolazione

Davide

su suggerimento di panirlipe ascoltiamo Blue Danube Walz di Johann Strauss dal film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick

 

 

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Divido il poema in sei parti e lo surgelo ai posteri scongelarlo

Aviso

Este poema es tuyo
ayúdame a conservarlo

Rodolfo Anaya Larios

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