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Archive for settembre 2010

Nessuno Myoo

Il mio nome è nessuno myoo e nasco a nuova vita il 21 Settembre 2007. Da subito ho iniziato a girovagare per le land cercando di soddisfare ogni mia curiosità su quello che per me allora appariva come un nuovo e potente mezzo di comunicazione emozionale. Grazie ai corsi seguiti a Second Learning a INDIRE ho imparato a manipolare i miei prim. L’incontro con l’artista, gallerista e amico Lion Igaly mi ha poi introdotto nell’affascinante mondo dell’ Arte Virtuale. Musicista e con la passione del disegno in rl mi sono quindi ritrovato entusiasta a fare lo scultore nel metaverso. Per le mie opere ho decodificato un linguaggio semplice ed originale che si esprime nel modo di lavorare i prim: quel torcere, allungare, svuotare per poi riempire che mi diverte tanto… I legni e i metalli sono fra i materiali che prediligo. A volte levigati e lucidi, altre corrosi e dai forti contrasti. Visioni diverse per sensazioni diverse. Col mio figurativo cerco di esprimere la bellezza, l’energia, la leggerezza, il movimento, la poesia.


In questi giorni il mio alterego Marisa sta cercando di pubblicare nel suo blog una scheda sull’argomento Libri d’ artista ma io la prendo in contropiede  e vi mostro un libro trovato tra varie sculture di  Nessuno Myoo nell’Aho Museum di Second Life.  Il suo titolo è The Tale of Angels

the tale of angels

Un libro in sughero di grandi proporzioni dalle cui pagine escono due angeli: personaggi che turbano perchè il confine tra angeli e demoni è stato una volta superato per sempre. e questa immagine fa parte di una storia che potremmo farci raccontare dall’autore oppure inventarne una ognuno di noi  con la propria sensibilità.

non resisto e mi siedo sulle pagine calde e morbide del libro

poi scruto in basso l’ imponente museo

angelo tra gli angeli?

fuori i  due occhi di Nessuno Myoo mi guardano severi

Ed io per farmi perdonare ritorno alla mostra e mi soffermo davanti ad una immagine che potrebbe raccontarci un’altra  storia. Chi vive in quel castello?

il dipinto ed una nuova inquietudine

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copertine del libro

“Vita Liquida dell’avatar Sarima Giha” nel colore “inverso”

Particolare del libro a soffietto al positivo

Le immagini sono accompagnate da un breve scritto poetico di Sarima Giha aka Maria Luisa Grimani

Volo

in solitudine

vuota dentro

e sono paesaggio effimero.

Mi piace guardarmi

apparentemente libera

in quel kaftano blu

sempre ugualmente scalza.

Forma

nell’avatar

di Second Life.

Specchio inconsapevole

di vite liquide

da riflettere a chi si sa fermare.

Gioco

in solitudine

un tasto avanti da antilope

tre tasti indietro da formica.

Sarima Giha

Ringrazio gli organizzatori della Biennale del Libro d’artista di Marano di Napoli

Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma.

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“Vita liquida dell’avatar Sarima Giha” libro d’artista di Maria Luisa Grimani

In questo piccolo libro presento alcune fotografie ricordo dei miei viaggi fatti principalmente dentro le sculture o fra le pieghe delle installazioni di Second Life con il mio alterego Sarima Giha. Penso che il pregio di questo “libro d’artista” stia nel fatto di essere moderno e antico allo stesso tempo Stampato in digitale, cucito pagina per pagina a “punto quadro”: ogni immagine positiva con il suo negativo, cucite poi ancora con il “sopraggitto di guarnizione”, si snoda a soffietto. Da un lato tutte le immagini stampate in positivo, dall’altra tutte le immagini stampate “inverse”.

In ogni storia possiamo trovare elementi positivi e negativi. I contrari si esaltano a vicenda, tutto scorre perché tutto rimanga com’è. Vita liquida in apparenza la nostra sia nel mondo reale che nel mondo virtuale. Sta in noi dargli solidità, renderla sostanza. A volte basta un nulla, un ripensamento, una riflessione, una pausa perché tutto si evolva positivamente.

Positivo                                                            Negativo

Da una parte le immagini al positivo, dall’altra le immagini “inverse” il che non vuol dire tutto negativo, proprio per quella ambiguità di cui parlavo sopra.

continua

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Ad ogni artista partecipante sono state chieste quattro pagine di presentazione dell’opera.

Presentazione del libro d’artista “Vita liquida dell’avatar Sarima Giha”

Premessa

Il tempo degli avatar è un succedersi di eventi e di apparenze. Un’apparenza discontinua, non tanto perché quando il computer è spento l’avatar non c’è (rimane nei suoi oggetti, nelle cose che ha fatto o stava facendo, come un morto temporaneo, come qualcuno che è partito per un luogo lontano), quanto perché la forma stessa degli avatar  e le loro costruzioni possono variare repentinamente. Da quando sono entrata in Second Life sono spariti e nati molti luoghi e sono scomparsi e apparsi molti avatar. Il mio inventario, l’elenco che mi serve per scegliere dove andare e con chi, se non lo aggiorno sembra l’elenco di un cimitero virtuale. Non è un fluido evolversi di una forma verso un’altra, ma un veloce succedersi di “versioni” sempre imprevedibili

Sarima ha scelto di non cambiare mai per ritrovarsi sempre anche nei momenti di sbandamento più difficili. Vita liquida la sua,  anche se la sua intenzione era quella di trovare uno spazio dove riflettere, fermarsi, e agire con ponderazione. A volte ci riesce, ma penso sia vissuta dagli altri avatar come un essere anacronistico. E’ come Alice nel paese delle meraviglie, dove tutto svanisce in fretta per lasciare subito posto ad altro e non c’è tempo per raccontarlo perché è già subito ricordo lontano.  Solo la memoria può recuperarlo. Ho raccontato la sua nascita in un primo libretto edito nel 2008.

Da mondo sognante e utopico Second Life sta attualmente diventando l’alterego del mondo reale, con tutti i suoi pregi e difetti. O forse un rifugio per attuare quello che nella vita reale viene ostacolato: università aperte a tutti, ricerche dove gli scienziati di tutto il mondo dialogano tra di loro in tempo reale, prove di costruzioni alternative eco compatibili, ricerche nel campo della moda, gruppi che si occupano del sociale, sperimentazione musicale e vocale, ma ci sono anche gli aspetti negativi che servono se non altro per rendere più visibili quelli positivi.

Sarima e il suo kaftano aderente è una moderna cantastorie del mondo virtuale degli avatar e ha la sua “città blog”, dove racconta con parole , immagini, suoni e voci le storie e le curiosità di Second Life.

particolare città blog di sarima giha

continua

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Oggi 18 settembre alle ore  19 presso Palazzo Merolla nel comune di Marano di Napoli si  inaugura la Prima Biennale del Libro d’Artista Campana, a cura di Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma promossa da LineaDarte Officina Creativa e Patrocinata dal Comune di Marano e dell ‘Assessorato alla Cultura.

La mostra sarà visitabile dal 18 settembre al 18 ottobre 2010,  nel prestigioso  Palazzo  Merolla,  centro permanente d’arte contemporanea.

Anche Sarima Giha aka Maria Luisa Grimani fa parte degli artisti che espongono ed ecco la mia poesia che dedico  agli  amici avatar che mi hanno permesso di godere delle loro costruzioni e di raccontare le loro e le mie storie.

Il libro presentato ha per titolo:

“Vita liquida dell’avatar Sarima Giha”

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Tra i monti virtuali di Second Life sorge la Biblioteca Archimedica, uno spazio che raccoglie libri del passato, di attualità e avveniristici e li mette a disposizione degli avatar scrittori e lettori.

biblioteca archimedica

Ora è momentaneamente chiusa ma ogni tanto passo di lì perchè al suo interno sono ancora visibili le mie prime cartoline e il mio libro autobiografico.

Per la mostra di Vercelli dal titolo :

Scrivere è chiedermi come è fatto il mondo“La poesia tra parola e immagine”

curata da Dario Gaito e Paola Caramel

ho scelto una istantanea della libreria, scattata un attimo prima che l’architettura dell’edificio semi trasparente si consolidasse sullo schermo. Prima degli scaffali sono apparsi sullo sfondo della montagna un po’ alla volta i libri. Io ne ho aggiunto uno:  “Neve” di Maxence Fermine, che fa parte  della trilogia dei colori.

Poi mi sono soffermata su un dialogo tra il maestro Soseki e Yuko, il protagonista del racconto.

“Yuko tu sarai completo come poeta solo quando nella tua scrittura fonderai nozioni di pittura, di calligrafia, di musica e di danza. E, soprattutto, quando padroneggerai l’arte del funambolo”

“Perché mai dovrebbe giovarmi l’arte del funambolo?” Soseki poggiò una mano sulla spalla del giovane, come aveva fatto un mese prima.

“Perché? In verità, il poeta, il vero poeta possiede l’arte del funambolo.  Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta…….”

il funambolo

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