Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘museo del metaverso’

Basta un clic sull’immagine e vi appare il libretto della web story. Buona visione!

Mi fa piacere ringraziare:

Marco Minghetti, Pepa Cerruti, Roxelo Babenco, Velazquez Bonetto, Josina Burgess, MillaMilla Noel, Panirlipe, Elle, Anima Buona,  e molti altri che mi hanno accompagnato tutto lungo il racconto.

E’ in cantiere un super video a sorpresa, con la realizzazione di Core Tatam aka Tommaso Correale Santacroce, e la musica di  BlaiseDeLaFrance Voom aka Biagio Francia. (non abbiamo fretta, l’importante è un buon risultato)

Read Full Post »

Ieri sera ho visitato lo spazio dove

P_Art_y

questa sera 19 giugno 2009 si terrà un favoloso Party su UQBAR, Museo del Metaverso, con sale completamente rinnovate e mi immagino già la fantasmagoria di colori, di immagini, di suoni alla quale assisteremo come ogni anno. E danzeremo fino a notte fonda.

la fata dai capelli verdini

Fata smeraldina, incontrata lì per caso, stava già pregustando la serata con la sua bacchetta magica.

fata smeraldina per web

attente Roxelo e Sarima… oplà

fata tra i colori per web

eccoci avvolte dal colore

nel rosso 1

lei nel rosso

stella stellina

ora Vrille Tone, la fata, si tinge di blu

A questa sera!!!

Read Full Post »

Nei primi giorni vissuti in second life l’emozione è stata così forte da tenermi sveglia per intere notti. Nella calma apparente del paesaggio mi stavo accorgendo che un lavorio invisibile cresceva e si consolidava tra un dentro e un fuori di mondi reali e virtuali.

Pensavo al mio apparire come una toccata e fuga per un video che stavo realizzando a proposito dei miei lavori in digitale, quando fatalità volle che incontrassi gli avatar giusti, proiezioni di una parte di società ancora libera e aperta.

Con Archimedix Bulan proprietario di una bella bibioteca aerea, appesa tra i monti, ho imparato a fare i primi passi. Seguivo i suoi incontri letterari, venivo teleportata in ambienti dove l’arte, la lettura, la poesia si manifestavano e incominciavo a trovare i primi amici. Sparito Archimedix in un altro mondo virtuale, ma io spero che venga preso dalla nostalgia e torni tra noi, mi ha lasciato in eredità un altro maestro Roxelo Babenco, owner del Museo del Metaverso, che con infinita pazienza mi spiega i molti, per me, misteri del web, le varie sigle, l’uso dei termini e quando non trovo la strada mi teleporta in un batter d’occhio nei punti dove gli eventi accadono . A sua volta mi ha presentato Arco Rosca, un valente, di nome e di fatto, architetto, le cui opere si distinguono per le linee pure, avvolgenti, giuste. Le sue più recenti aule, aperte al paesaggio e al cielo, nelle loro colorate trasparenze ospitano centri di ascolto e di didattica. Imparafacile, un maestro per molti, coordina e tiene corsi di comunicazione, corsi di cultura sociale, di scienza, di tecniche avanzate, aperti a tutti gli avatar. UQBAR, un social network, gestito da Roxelo e da Arco, ci permette di dialogare tra di noi, di essere informati su ciò che di rilevante accade in sl, e non ultimo propone mostre e collaborazioni anche nella vita reale.

La mia attività principale è quella di lavorare per due blog, questo di Sarima dove racconto le mie e le altrui vicissitudini di avatar impegnati in second life, l’ altro di Maria Luisa Grimani dove racconto il mio passato artistico, non solo per storicizzarlo, ma anche perchè, chiarendomi le idee, lavoro meglio nel presente .

Ho avuto la conferma della giustezza del mio operare nel momento in cui mi sono rammentata che da parecchi anni giacevano nei miei cassetti vecchi progetti abbandonati. Uno in particolare quello della poesia vista come oggetto tridimensionale, mai realizzato per i costi che comportava.

Perchè non tentare allora di incominciare l’attività di builder e vedere realizzati alcuni miei lavori?

Core Tatham e Solkide Auer mi sono stati preziosi per affrontare i primi rudimentali passi. Poi anche per non essere noiosa, mi azzardo a lavorare sperimentando le soluzioni. Questo mi porta a commettere parecchi errori e ad essere lentissima, ma anche ad imparare creativamente.

Il prototipo che avevo fatto realizzare nel 1982 sulla Profondità della poesia di Apollinaire L’adieu poteva, data la sua semplicità, essere il mio primo passo. Ora è una realtà, manca solo un involucro sempre trasparente da una parte e nero dall’altra per poter esporre l’opera in uno spazio che mi vorrà generosamente ospitare.

L’adieu

J’ai cueilli ce brin de bruyère

L’automne est morte souviens-t’en

Nous ne nous verrons plus sur terre

Odeur du temps brin de bruyère

Et souviens-toi que je t’attends


In questa poesia sono state contate le singole lettere come fanno i semiotici per trovare il ritmo dei versi. Il primo pannello declama l’intera poesia poi man mano che si avanza negli altri pannelli spariscono tutte le lettere fino a restare la sola e che nel testo è ripetuta 25 volte, compreso il titolo.

ladieu-tridimensionale

Prodondità di un addio

ladieu-dal-retro-21

vista da dietro

adieu-dallalto

vista dall’alto

particolare-adieu-1

un particolare

sarima-e-ladieu-2

danzo felice per questo mio primo risultato

sarima-nelladieu

profondamente commossa

In ogni addio qualcosa si spezza ma riflettendo il cambiamento che ne deriva può essere anche un nuovo inizio.

Sarà così anche per Sarima, quale sarà il mio destino con questi nuovi strumenti?

Grazie amici avatar! Devo ai voi tutti se riesco ancora a lavorare con tanto entusiasmo!

Read Full Post »

Vi presento Roxelo Babenco a.k.a. Rosanna Galvani e il suo museo

roxelo-babenco-1

Ha realizzato il suo sogno: uno spazio enorme, modulare, malleabile, fluttuante dove accogliere artisti da tutto il mondo e le loro opere. Dialogare su diversi temi esistenziali, parlare di poesia , fare spettacoli, ascoltare musica ed avere una intera orchestra, questo è il suo museo. Nasce virtuale ma un po’ alla volta si espande anche nella vita reale perchè tutti gli artisti coinvolti sono veri, esistono e non sono prigionieri dei loro pixel.

Roxelo dà fiducia a molti artisti, anche ai giovanissimi, noti e meno noti, sapendo che la qualità si acquista con il tempo e lo studio. Perciò preferisce non bloccare sul nascere il desiderio di una persona di esprimersi artisticamente perchè lei non si definisce una esperta d’arte ma una promoter. Non escludendo a priori avrà sicuramente la possibilità di scoprire nuove forme d’arte e personaggi che le daranno grandi soddisfazioni. Questo penso del suo continuo e a volte massacrante lavoro, legata giorno dopo giorno ad una tastiera che magicamente parla con il mondo intero.

Molti musei su questa terra odorano di muffa, di privilegi, di affarismo, di immobilità, senza uno sguardo rivolto al futuro ma chiusi nei loro millesimi edili e mentali. Finalmente un po’ d’aria!!!

Le pareti sono di vetro trasparente e un avatar può attraversarle senza alcuna difficoltà, a volte possono diventare di legno a grandi strisce se l’artista necessita di un diverso sfondo per le sue opere. I moduli cubici si susseguono uno dopo l’altro variando la loro posizione a seconda delle opere che vengono presentate. Il tutto sembra far parte di un grande respiro con ritmi che si adeguano alle diverse iniziative.

Se roxelo un giorno volesse togliere i profili neri e sostituirli con metacrilato opalizzato, sembrerebbe ancora di più una struttura eterea senza confini tra cielo, terra e acqua, puro contenitore di pensieri materializzati. Ma questo è un po’ un mio vizio di sperimentare sempre e poi non ho la certezza che tutto non si mescoli visivamente. Potremmo fare una prova in una piccola parte del museo che ne dici roxelo? Tanto lei può.

metaverso-1

Da questa poltroncina trasparente, comodamente seduta, osservo l’intera struttura, basta muovere il mouse come in un video gioco e il tempo scorre veloce. Non sei in fila a fare il biglietto, non hai un tempo limitato di permanenza nel museo, non devi correre lungo il percorso della mostra senza fermarti, senza un sedile per osservare le opere, perchè altrimenti freni l’afflusso della gente.

cubo-cosmico

il museo del metaverso: cubo cosmico pronto ad esplodere

metaverso-31

in mille grandi teche

Per capire le dimensioni, in basso a destra accanto al riquadro grigio scuro c’è un avatar, forse con una lente d’ ingrandimento lo si potrebbe vedere meglio.

Questo è un percorso fra i tanti possibili

scorcio

sullo sfondo una montagna e il cappello di roxelo

la-torre

torre bianca sempre in movimento

raggi

I colori prismatici corrono lungo le pareti, quasi tutto è in movimento. Se ti avvicini alle sculture puoi persino confonderti con esse, farne parte, giocare.

spirali

vortice, spirale, cono, si apre e si chiude, scorre l’essenza del tempo

spirali-2

visione a tutto tondo

un orchestrina per danzare , appare e scompare sotto i miei occhi

i-musici

sono strumenti, suoni e musicisti, mentre note di diverso colore si spandono nell’aria anche visivamente.

sculture

sculture, torri arabescate, geometriche, intrecci di colori e texture, ti vengono incontro e ti salutano.

metaverso-4

Mi piace questo vagare solitario, emozionante e danzare tra le opere degli avatar.

scultura

scultura-rossa

geometrie sospese che fermi con lo scatto di una macchina fotografica invisibile

opera-a

donna-con-bambino

rame, ferro, plastica, legno, vetro, metacrilato, nastri, punti, linee ed infine anche tessuti fatti di arcobaleni

la-moda

Sono tornata anche ieri ed ho notato subito una novità. Il museo si è spostato per metà sott’acqua, onde marine lo lambiscono e in un angolo ho visto un giardino. Sculture colorate in fila sembravano godere del paesaggio. Sogno o son desta?

giardino

Potrei continuare ancora per molto, ma ci ritroveremo in una puntata tutta dedicata al personaggio Roxelo Babenco, e naturalmente anche ad altre opere d’arte.

Read Full Post »

Avevo avuto occasione di visitare poco dopo la mia nascita in SL due mostre che mi avevano molto attratto: una “new landscapes” mi ricordava molto la fotografia di Ansel Adams per i paesaggi in bianco e nero studiati nelle diverse sfumature del grigio e l’altra “replica”, fotografie di avatar, cloni grigi inquietanti o perlomeno enigmatici, mi appariva come una ricerca molto insolita data l’estrosità coloratissima degli avatar che andavo scoprendo.

second-life-landscape_021

landscape

clones_01

clones

La mostra di Marco Manray su Arena mi ha permesso di capire un po’ di più della sua poetica. Ho avuto la conferma di aver centrato il suo desiderio di diventare un Ansel Adams in Second Life, visitando il suo blog :

http://www.marcomanray.com/artworks.html

ma in questa occasione ho scoperto la sua anima di viaggiatore di mondi alternativi e di novello Marco Polo.

Sono entrata in Arena il giorno prima dell’inaugurazione, ecco cosa mi è apparso:

manray-1

Marco Manray in Cina: gli appunti visivi del suo viaggio nel mondo cinese virtuale parallelo a Second Life.

presentazione-manray

Sono tornata la sera dell’ inaugurazione per sapere qualcosa di più.

Queste le parole della presentazione fatta da Mario Savini

“La mostra di Marco Manray, uno dei net-reporter più conosciuti di Second Life, sembra riprendere quel concetto di “rimediazione” – caratteristica dei nuovi media digitali – proposto da Bolter e Grusin. Sicuramente è l’espressione più chiara che descrive le visioni del “viandante” contemporaneo, colui che non conosce limiti di spazio e che transita da una geografia all’altra, registrando la precaria esistenza dei confini. Ad emergere è l’idea del viaggio, lo stato mentale dell’artista che vede nell’esplorazione l’apertura all’incontro. Ecco dunque l’importanza dell’esposizione in SL di immagini scattate in altri mondi sintetici, in questo caso di un mondo virtuale cinese. Una descrizione che si completa con l’”ipermediazione” di un taccuino Moleskine”

Una piccola parentesi per chi come me non ricorda il taccuino moleskine, leggo e riporto da wikipedia

I moleskine sono dei taccuini prodotti originariamente in Francia nel secolo scorso e divenuti famosi per essere stati usati da diversi scrittori e artisti per appunti, schizzi e annotazioni (ad esempio Ernest Hemingway, Bruce Chatwin, Vincent van Gogh e Pablo Picasso). L’ultimo produttore, una piccola azienda di Tours chiuse nel 1986 e i taccuini divennero introvabili.

Nel 1998 un piccolo editore italiano, Modo&Modo, li ha rimessi in circolazione riproducendo le caratteristiche che già in passato ne avevano fatto un oggetto di culto: copertina nera, angoli arrotondati, fettuccia elastica di chiusura e taschina interna a soffietto.

interno-notebokk-moleskineinterno taccuino moleskine

Li avevo sempre acquistati senza saperne la storia. Non si finisce mai di imparare!

manray

l’inconfondibile Marco Manray, il ragazzo dai capelli blu

manray-cinese

La leggerezza e l’ eleganza dell’allestimento viene accentuata da un soffio di vento che toglie la rigidità all’ immagine fotografica e la rende ancora più viva. Per questo viaggio Manray si è creato un nuovo avatar ragazzo cinese tra i cento fiori.

milla-milla

dall’alto scende planando un avatar orientaleggiante

in-ascolto

Qui stiamo ascoltando le parole di Manray che ci racconta l’esperienza fatta nel mondo virtuale cinese, i diversi incontri con gli avatar fatti di intensi mutismi e di gentilezze reciproche. A volte basta un inchino per capirsi.

i-gemelli

Mi accorgo che i miei occhi non riescono a staccarsi dai due gemelli verdi per me sconosciuti. Guardie del corpo? fans? amici di un altro mondo virtuale o semplici alieni venuti ad invitare Manray nel loro mondo reale? Forse si sono già messi d’accordo per trasportare il fotografo “viandante” sulla loro astronave? pensate che vedremo presto il nuovo reportage da un Manray dalla pelle verde? Quest’idea mi affascina. Alla prossima caro Marco!!! Aspetto un tuo invito.

Read Full Post »

250px-rroseselavy

Questo è il ritratto di Rrose Sélavy alter ego di Marcel Duchamp, nome femminile che alla lettura può suonare “Rose, c’est la vie” oppure “eros that’s life”, fotografata/o da Man Ray nel 1920. Al richiamo di questo nome Selavy Oh come potevo rimanere indifferente e non correre a vedere quale novella/o dadaista-avatar avrei incontrato nella spumeggiante Arena di Roxelo e Arco? Arrivo in volo poco prima dell’inaugurazione e mi trovo subito in una galattica spirale realizzata con dei cubi, al primo sguardo color pervinca.

installazione-1

Il puntino luminoso è uno strumento musicale, i puntini neri, i primi avatar accorsi all’evento.

inststallazione-2

E’ un’installazione in continuo movimento se si passa correndo tra i cubi, essi si innalzano fino al cielo per poi scomparire.

in-movimento

cubi in movimento

i-cubi-scomparsi

Siamo rimasti solo noi in un campo bianco vuoto, i cubi sono scomparsi.

Colgo l’occasione per presentarvi alcuni avatar

primo-piano

Questa è Selavy Oh in primo piano ma il suo volto di solito è azzurro eccovi l’autoritratto

91594678

Se volete indagare sul suo lavoro vi dò le coordinate: www.flickr.com/photos/selavyoh/

Potete visitare questo sito uqbar-mediaartculture.ning.com/ oppure vedere subito il video realizzato per l’evento. museometaverso.blogspot.com/2008/08/nested-cubes-selavy oh-fine-arts-in.html-

costume-1

bella questa avatar non vi pare?

costume-2

una attraente silouhette

sarima-e-linstallazione

Sto osservando i cubi che un po’ alla volta rientrano in campo dopo aver cliccato su world “sunrise” per vederli con questi colori violetto-arancio

si-ricompone-la-spirale

Riappare la spirale

Per comprendere l’ampiezza di questa spirale confrontate i cubi con gli avatar, lo spazio è veramente imponente. Interagire con l’opera è importante per creare l’evento. Apparire, scomparire, riapparire: un gioco dalle molteplici interpretazioni. A voi la vostra, a me…un divertimento assicurato.

Read Full Post »

Therese Carfagno, giornalista e fotografa, presenta la sua prima mostra in Second Life nell’ampio spazio ARENA di uqbar.media art culture. Tre piattaforme con tre immagini presentate in una cornice di cubi trasparenti che ad ogni movimento di mouse si muovono ingrandendosi, alzandosi, permettendo agli avatar di sedersi ed osservare le diverse fotografie montate su neri pannelli di grandi dimensioni.

Eleganza e sobrietà. Therese ci accompagna alla ricerca del mistero di terre lontane. Pianeti verdi, dorati, silouhettes di avatar che fluttuano nello spazio virtuale del virtuale.


Sarima vola accanto alle fotografie di Therese e interagisce con le sue opere immedesimandosi nelle protagoniste dei suoi viaggi.

in compagnia di una astronauta mi avvicino al pianeta verde acqua

com’è bello rivedere i colori della terra!

Aspettami non scappare, mi devi raccontare…chi sei, da dove vieni, dove sei diretta, cos’è questa forma, un serpente, un mostro? Fermati, ti prego!!!!

La scenografia permette un raffinato gioco d’immagini

Roxelo Babenco del Museo del Metaverso sta conversando con una studentessa e con Therese. Non notate una certa sua somiglianza con il personaggio fotografato, la silouhette con il cappello a tuba?

Therese Carfagno, elegantissima, di spalle

La studentessa dai colori vivaci sta preparando una tesi su second life, ed è tutta impegnata ad intervistare l’artista. Nella foto a destra un buffo personaggio. E’ un avatar che va a vapore, cioè a tutta sigaretta… ho visto poi una capigliatura azzurra che si mimetizzava negli sfondi neri dell’allestimento, mi dispiace, ho tentato, ma non sono riuscita a fotografarla. Ho tentato di invitarla ma non si è mai mostrata in piena luce.

Therese Carfagno ci invita a passeggiare sopra questo merletto, e racconta la sua storia, potete approfondirla in http://theresecarfagno,wordpress.com.

un’amica di Therese che spicca per la sua originalità e santità, almeno apparentemente…


Read Full Post »