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Posts Tagged ‘musica’

Nell’ ‘ultimo padiglione che accoglie la parte storica di Maria Luisa Grimani si può ammirare  il “Giardino dei Segni”. Una lunga ricerca abbinata alla musica e alla danza che ha avuto il suo importante esordio a Lisbona nel 1990 in una mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura dal titolo “Il vuoto meraviglioso”.

Il “giardino dei segni” fa parte della trilogia  pubblicata interamente nel blog e presentata anche nel sito di Maria Luisa Grimani in appuntamenti appunti    ” il padiglione d’oro”.

 

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Un grazie affettuoso a Paolino Szczepanski per il mazzo di fiori che ho molto gradito.

 

prosegue

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I due set, uno dal colore ambrato, l’altro principalmente in bianco e nero mi permettono di sperimentare nuove immagini mentre attendo finalmente di veder realizzato il racconto n. 85 di Pepa Cerruti dal romanzo Le Aziende in-visibili di Marco Minghetti

Roxelo Babenco e Velazquez Bonetto mi hanno messo a disposizione gli spazi per i due set e dato ottimi consigli e aiuti.

Josina Burgess sta preparando gli abiti per la sfilata, BlaiseDeLaFance Voom è alle prese con le note di una nuova musica, Zhora Maynard mi ha regalato la dream dance per i movimenti delle modelle, Debbie Trilling ha visitato i due set con la sua video camera e si sta preparando a girare il video. MillaMilla Noel mi aiuta con spiegazioni, istruzioni, contatti. Grazie amici! Il vostro è un volontariato per l’arte stupendo!

Queste primissime variazioni, con prove di colore, le dedico a voi

la mia geometria 1

set a colori jpg

la mia geometria 2

la mia geometria 4

la mia geometria 6

variazioni sul tema dell’allestimento del set Prêt à Porter

ne seguiranno altre più recenti con i set ultimati

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Vi presento Roxelo Babenco a.k.a. Rosanna Galvani e il suo museo

roxelo-babenco-1

Ha realizzato il suo sogno: uno spazio enorme, modulare, malleabile, fluttuante dove accogliere artisti da tutto il mondo e le loro opere. Dialogare su diversi temi esistenziali, parlare di poesia , fare spettacoli, ascoltare musica ed avere una intera orchestra, questo è il suo museo. Nasce virtuale ma un po’ alla volta si espande anche nella vita reale perchè tutti gli artisti coinvolti sono veri, esistono e non sono prigionieri dei loro pixel.

Roxelo dà fiducia a molti artisti, anche ai giovanissimi, noti e meno noti, sapendo che la qualità si acquista con il tempo e lo studio. Perciò preferisce non bloccare sul nascere il desiderio di una persona di esprimersi artisticamente perchè lei non si definisce una esperta d’arte ma una promoter. Non escludendo a priori avrà sicuramente la possibilità di scoprire nuove forme d’arte e personaggi che le daranno grandi soddisfazioni. Questo penso del suo continuo e a volte massacrante lavoro, legata giorno dopo giorno ad una tastiera che magicamente parla con il mondo intero.

Molti musei su questa terra odorano di muffa, di privilegi, di affarismo, di immobilità, senza uno sguardo rivolto al futuro ma chiusi nei loro millesimi edili e mentali. Finalmente un po’ d’aria!!!

Le pareti sono di vetro trasparente e un avatar può attraversarle senza alcuna difficoltà, a volte possono diventare di legno a grandi strisce se l’artista necessita di un diverso sfondo per le sue opere. I moduli cubici si susseguono uno dopo l’altro variando la loro posizione a seconda delle opere che vengono presentate. Il tutto sembra far parte di un grande respiro con ritmi che si adeguano alle diverse iniziative.

Se roxelo un giorno volesse togliere i profili neri e sostituirli con metacrilato opalizzato, sembrerebbe ancora di più una struttura eterea senza confini tra cielo, terra e acqua, puro contenitore di pensieri materializzati. Ma questo è un po’ un mio vizio di sperimentare sempre e poi non ho la certezza che tutto non si mescoli visivamente. Potremmo fare una prova in una piccola parte del museo che ne dici roxelo? Tanto lei può.

metaverso-1

Da questa poltroncina trasparente, comodamente seduta, osservo l’intera struttura, basta muovere il mouse come in un video gioco e il tempo scorre veloce. Non sei in fila a fare il biglietto, non hai un tempo limitato di permanenza nel museo, non devi correre lungo il percorso della mostra senza fermarti, senza un sedile per osservare le opere, perchè altrimenti freni l’afflusso della gente.

cubo-cosmico

il museo del metaverso: cubo cosmico pronto ad esplodere

metaverso-31

in mille grandi teche

Per capire le dimensioni, in basso a destra accanto al riquadro grigio scuro c’è un avatar, forse con una lente d’ ingrandimento lo si potrebbe vedere meglio.

Questo è un percorso fra i tanti possibili

scorcio

sullo sfondo una montagna e il cappello di roxelo

la-torre

torre bianca sempre in movimento

raggi

I colori prismatici corrono lungo le pareti, quasi tutto è in movimento. Se ti avvicini alle sculture puoi persino confonderti con esse, farne parte, giocare.

spirali

vortice, spirale, cono, si apre e si chiude, scorre l’essenza del tempo

spirali-2

visione a tutto tondo

un orchestrina per danzare , appare e scompare sotto i miei occhi

i-musici

sono strumenti, suoni e musicisti, mentre note di diverso colore si spandono nell’aria anche visivamente.

sculture

sculture, torri arabescate, geometriche, intrecci di colori e texture, ti vengono incontro e ti salutano.

metaverso-4

Mi piace questo vagare solitario, emozionante e danzare tra le opere degli avatar.

scultura

scultura-rossa

geometrie sospese che fermi con lo scatto di una macchina fotografica invisibile

opera-a

donna-con-bambino

rame, ferro, plastica, legno, vetro, metacrilato, nastri, punti, linee ed infine anche tessuti fatti di arcobaleni

la-moda

Sono tornata anche ieri ed ho notato subito una novità. Il museo si è spostato per metà sott’acqua, onde marine lo lambiscono e in un angolo ho visto un giardino. Sculture colorate in fila sembravano godere del paesaggio. Sogno o son desta?

giardino

Potrei continuare ancora per molto, ma ci ritroveremo in una puntata tutta dedicata al personaggio Roxelo Babenco, e naturalmente anche ad altre opere d’arte.

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inaugurazione-11

Gli invitati stanno arrivando. Ci si accorge subito che la città è un labirinto. E’ difficile incontrarsi, bisogna darsi un appuntamento. Una musica accompagna i visitatori.

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Se si clicca sulla facciata dei palazzi si sente la mia voce narrante . A volte i diversi racconti si sovrappongono uno sull’altro creando un effetto sonoro avvolgente.

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Core Tatham, l’ideatore e realizzatore della città, rimarrà tutta la serata lassù per riprendere uno streaming.

Ma… per ogni nuovo palazzo che si rispetti è di moda in questi tempi che arrivi qualcuno con il gusto di scrivere e disegnare sulle pareti. Anche nella city blog è arrivato un writer!!! Ci voleva qualcosa per vivacizzare la serata!

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Sono un po’ diversi da quelli reali, sporcano meno, ma sono ugualmente efficaci i graffiti in second life!

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Altre immagini si alternano sembrano fuochi d’artificio

Ma le sorprese non sono finite. Qualcuno di voi ha visto il film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino? Guardate questa scena

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Ho notato subito questo avatar immobile, in piedi sopra una torre

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Ha un fiore in bocca e l’aspetto è un po’ più provocatorio dell’angelo del film, ma la sua posizione lassù mi incanta. E’ rimasta a lungo ed io mi sono chiesta cosa stesse pensando. Poi l’ho persa di vista.

Durante l’allestimento e all’ inaugurazione ho ricevuto alcuni doni : il gioco dello onigokko-shippo per rincorrersi al suono di una marcetta allegra indossando un codino rosa, lo skate per percorrere in lungo e in largo la città e una bellissima scopa da strega per volare ancora più veloce lassù oltre i grattacieli.

E’ stata una bella serata! grazie Roxelo, grazie Arco per avermi dato questa occasione e grazie a tutti gli amici avatar.

roxelo-arco-core-sarima-copia

roxelo, arco, core ,sarima

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L’ignoto.
Che ci faccio qui?,
di passaggio.
Camminando
sulla strada
un indovino mi disse
ogni cosa è illuminata
chiedi alla polvere
la polvere dei sogni
il nostro bisogno di consolazione

Davide

su suggerimento di panirlipe ascoltiamo Blue Danube Walz di Johann Strauss dal film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick

 

 

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Mi sono ritrovata nel mio vagabondare dentro una foresta. Raggi di luce azzurra mi circondavano e sono rimasta a lungo a giocare con questi riverberi che cambiavano direzione e densità ad ogni mio movimento. Mi immedesimavo negli alberi ed il cielo pareva scendere a colorare la natura, il mio volto, la mia veste. Poi venne la danza.. La rapsodia in blu di Gershwin mi accompagnava. E come avatar senza peso, puro involucro, volavo al di sopra o al di sotto della scena.

Poi i ricordi mi entrarono dentro prepotenti e mi apparvero splendidi azulejos, lucide maioliche monocrome, viste nei parchi, nelle case, nelle chiese di Lisbona, quando nel 1990 ero nella capitale del Portogallo con una mostra dal titolo “il vuoto meraviglioso”. Poi ecco le trasparenze del mare della Sardegna, nelle piccole spiagge attorno a Calasetta, ora la visione di iceberg, blocchi di ghiaccio di un azzurro intenso, che scendono dai ghiacciai dell’Islanda fotografata magistralmente da Core Tatham e infine gli occhi blu profondo del nonno Peppino e gli occhi chiari cerulei trasparenti di Terence Hill nel film Più forte, ragazzi! A questo ultimo si riallaccia la canzone degli Oliver Onions.. flying through the air…climbing through the sky… Mi fermo. Penso che ognuno di noi abbia dei ricordi personali legati ai colori. Invito gli avatar e gli umani a raccontarli qui in questa cartolina.

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in questo momento sto suonando canzoni napoletane del passato, bellissime!

Per molti anni ho cercato di capire dove le mie passioni mi avrebbero portata. Amavo la musica, sognavo il pattinaggio artistico, ho preso lezioni di canto, di danza, di pianoforte, dipingevo piccoli paesaggi con i colori ad olio, scrivevo poesie. Giravo attorno al campo artistico a 360° ma non riuscivo a fermarmi e scegliere definitivamente la mia strada. Poi, verso i trent’anni finalmente la scelta: tradurre in immagine ciò che penso , che leggo e sento, usando tecniche diverse e a volte inventate lì per lì. Una bella sfida!

Sarima Giha in soli tre mesi ha accumulato esperienze velocemente, viaggiando oltre il tempo e lo spazio, non è che si sarà magari approfittata anche della mia di esperienza? La trovo un po’ egoista e la invidio. Si può invidiare il proprio avatar?

Quando studiavo pianoforte, nel passaggio dalla teoria alla pratica, mi sono accorta che non sarei mai riuscita a suonare, mi mancava quel tipo di coordinamento che è la dote principale del musicista, orecchio, manualità e predisposizione.

Sarima questo lo sa: sa che nel mio profondo rimpiango di non potermi esprimere con la musica ed è per questo che in ogni land dove ci sia un pianoforte, un’arpa, una batteria, un organo lei deve mettersi a suonare, e magia…una musica bellissima, perfetta, esce dagli altoparlanti accanto a Marisa che muove i tasti del suo computer e la guarda estasiata.

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