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Posts Tagged ‘arte’

alcune immagini inedite

Velazquez Bonetto alla prova degli script

volano i versi di Auletta verso l’alto

immersi nel blu delle parole

meditazione all’aria aperta

la bella Roxelo

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Prova a dare una mano e ti prendono il braccio! Maria Luisa ha voluto raccontare la storia a modo suo. Io, dopo tutto, preferisco che sia lei a raccontare!

con un click ecco la storia

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Vi racconto il lavoro di Giovanna Cerise, insegnante di latino e italiano nella vita reale e artista builder di Second Life. Io l’ ho conosciuta perché ero la sua vicina di installazione nella mostra di art&poetry dedicata alla poesia ” ‘O profumo ‘e ll’ammore ‘ ” di Carmen Auletta. Un avatar come pochi, ma per fortuna ci sono, attenta, premurosa e sempre disponibile: se non ci fosse stato il suo aiuto, la mia operasarebbe stata un po’ meno precisa nel suo assetto generale, le verificherete al prossimo post.

Nel cubo-casa di Giovanna si notano il grigiore delle pareti e dell’ arredo: un tavolo, dove è appoggiata una boccetta di inchiostro rosso con l’ occorrente per scrivere, un grammofono e un dondolo. Oggetto quest’ ultimo molto evocativo con storie che variano da ricordo a ricordo. I colori sono la chiave di lettura: grigio, come spesso è grigia e spenta la nostra vita se ci si isola o se le difficoltà della vita ci deprimono; rosso,  che contrasta bene pur essendo una minima parte del tutto, conosce bene le teorie di Itten la nostra Giovanna, colore fiammeggiante dai duplici significati, amore, gioia, passione ma anche dolore, sangue e violenza. Allora ecco, avendo la possibilità di una bacchetta magica, proprio come quella delle fate e delle streghe, Giovanna costruisce una mezza sfera, un cupolone coloratissimo e lo riempie del suo sogno invitando tutti i visitatori a ritrovare nelle forme da lei proposte qualcosa dei loro sogni. Il dondolo diventa di proporzioni enormi, la musica del grammofono ti circonda e danzano fiori, ventagli di tutti i colori, ti avvolgono atmosfere di nebbie azzurrate o rosate con tanti altri particolari che scoprirete voi nelle immagini di questo piccolo schermo.

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E’ la sua proposta di “profumo d’amore” e sembra di sentirlo

Io mi sono divertita ad estrarre alcuni quadretti astratti dal suo allestimento

colore,colore colore

esplosioni

il suo sogno c’è l’ha regalato!

atmosfera dorata

Un incontro particolare con un cavallo bianco, bellissimo che mi ha fatto compagnia quasi tutta la serata. Rimpiango di non aver capito che forse voleva farmi salire in groppa , era un invito per volare?  Non lo saprò mai.

sarima e il cavallo bianco dei suoi sogni

l’ invito

un ‘ occasione persa, salamina!

nb. la poesia di Auletta al prossimo post!

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Sempre la poesia

a juan carlos onetti

la poesia deve essere fatta da tutti e non da /
certe cose le può dire solamente un francese / /
che nessuno sa cosa fece nella /
nessuno sa se morì o non riuscì /

si ricordano tutti di quando suonava il piano fino alle ore piccole dell’anima/
disturbando i vicini che poi dovevano andare al lavoro /
e se ne andavano dalla pensione avendo dormito male /
pensando alla madre del pianoeta o poenista /

maledicendola ogni volta che inciampavano sui sassi
o nei freddi delle strade di parigi / il peggio
è che avevano un accordo in testa
e non se lo potevano levare /
fondevano il ferro / soffiavano il vento / e non

potevano togliersi di testa l’accordo dello zoppo /
lo zoppo gli aveva composto un accordo in testa
dove trascorrevano furie / aurore / presagi /
dove una volta a un ferroviere gli passò un uccellino /

l’uccellino volava al futuro /
con un foglietto nel becco che diceva futuro /
il fatto è che i vicini dello zoppo
avevano visi da pianoforte a metà pomeriggio /

gli cadevano musiche /
o tasti d’oro dove iniziava l’orizzonte /
una donna bellissima cantava nella testa
dei vicini dello zoppo / che in realtà non era francese /

ma invece uruguaiano /
solo a un uruguaiano può venire in mente che la poesia
deve essere fatta da tutti e non da uno /
che è come dire che la terra è di tutti e non di uno solo /

che il sole non è di uno /
che l’amore è di tutti e di nessuno /
come l’aria / e la morte è di tutti / e la vita
non ha padrone conosciuto /

tu non eri zoppo / lautréamont /
è che lasciasti l’uruguay /
e perdesti un pezzo di te che
suona il pianofrote e non lascia dormire /

juan gelman



“pianoeta e poenista” sarima giha aka maria luisa grimani

Opera presentata in occasione della mostra

La poesia è di tutti

“conoscere la poesia per costruire la pace”

a cura di

Paola Caramel

 Dario Gaito

Confraternita San Bernardino – Vercelli

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Una testimonianza dei miei viaggi nel mondo virtuale di Second Life. Cartoline da spedire agli amici, semplici saluti o pagine di un  diario da condividere con chi, ancora oggi, sa amare le piccole cose della vita. Immergersi in un quadro, volare in un’isola che appare e scompare, giocare a scacchi in una scacchiera virtuale, guardare attraverso una finestra, una parete, giocare con le bolle di sapone, salire su un cavallo alato, confondersi tra una siepe di fiori azzurri.

Ancora oggi se entro in Second Life nella biblioteca abbandonata di Archimedix Bulan trovo le mie cartoline e mi siedo, sola, su uno dei cuscini della gradinata che accoglieva gli ospiti, e mi rammarico del tempo che fugge e porta via con sè i miei pensieri più cari.

Ora in questa antologica,  nella Galleria di Paolino Szczepanski, le ho riproposte accanto alla città blog. La figura di Archimedix, unico quadro fisso,  sembra sorvegliare con occhi saggi i miei innumerevoli autoscatti: 5 monitor alternano immagini vecchie e nuove.

Gli ultimi lavori denunciano  “l’ inquietudine di Sarima Giha” , altri rispecchiano la vita liquida dell’avatar e la mia.

 

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Nell’ ‘ultimo padiglione che accoglie la parte storica di Maria Luisa Grimani si può ammirare  il “Giardino dei Segni”. Una lunga ricerca abbinata alla musica e alla danza che ha avuto il suo importante esordio a Lisbona nel 1990 in una mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura dal titolo “Il vuoto meraviglioso”.

Il “giardino dei segni” fa parte della trilogia  pubblicata interamente nel blog e presentata anche nel sito di Maria Luisa Grimani in appuntamenti appunti    ” il padiglione d’oro”.

 

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Un grazie affettuoso a Paolino Szczepanski per il mazzo di fiori che ho molto gradito.

 

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Tre dei quattro blocchi della fabbrica ricostruita in mattoni da Paolino Szczepanski ospitano alcune ricerche a tema: tele dipinte con acrilici per i romanzi “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, “La vita: istruzioni per l’uso” di George Perec, “Il marinaio” un racconto di Fernando Pessoa, opere in legno della serie l’ albero racconta, ispirate al dialogo tra Il Gran Kan e Marco Polo nel romanzo di Italo Calvino “Le città invisibili” e per ultimo “Dialoghi visionari”, una serie di tele e di collage fatti con carte dipinte a mano, ispirate alla danza e presentate in occasione del Festival della Danza Oriente Occidente al MART di Rovereto con la pittrice Laura Pitscheider.

Sono opere di Maria Luisa Grimani presenti in questo momento nella Galleria virtuale di Second Life in una antologica  dal 1980 al 2010. Questo l’URL per chi può entrare nel mondo virtuale:  “Galleria Szczepanski” – SL Arte, Galleria (185.39.21)

 

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