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Archive for dicembre 2010

In uno dei tanti luoghi artistici di Second Life noto sullo sfondo uno strano albero. Mi avvicino, volo in cima, entro e mi siedo tra i rami. Lo trovo molto poetico e ci sto volentieri. Seduta lassù mi rammento di un vecchio albero, un noce, amato nella mia infanzia, che mi ispirò un po’ di anni fa tutta una lunga ricerca dal titolo “l’albero racconta”.

La creatrice di questo albero è Soror Nishi,  una artista che sto scoprendo in questi giorni.

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L’ albero ad ombrello è leggero, fragile, spumeggiante. Starebbe bene in qualsiasi giardino. Lo porterei nel mio giardino dei segni, nel bel mezzo di una natura rarefatta, dove il gesto dell’uomo è inequivocabile, sicuro e delicato. Esso è l’emblema dell’ albero sognato,  ologramma nel mondo reale, tangibile e forte nella patria degli avatar.

 

soror Nishi

regina dei fiori

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I wandered lonely as a cloud
that floats on high o’er vales and hills…

The Daffodils William Wordsworth

 

 

Guardo incantata una figura di spalle sullo sfondo. Dove mi sta portando Aloisio Congrejo? Che sia una bacchetta magica quella che tiene in mano?

Come risposta appaiono  strane forme : una sembra un’enorme pupilla e mi guarda. Tengo gli occhi abbassati per rispetto.

 

Alcuni strani personaggi ci vengono incontro. Dall’ aspetto sono chiaramente dei robot ma la loro trasparenza mi stupisce. Sullo sfondo l’ astronave fantasma. C’è una contraddizione nella loro apparente fragilità. A rigor di logica dovrebbero essere fatti di metallo e incorruttibili. A guardarli bene sono la rappresentazione virtuale del termine

contraddizione

tradotto nella lingua giapponese con due ideogrammi

矛盾

scudo e spada

questo per una vecchia favola nipponica che racconta di un mercante che vendette a due avversari rispettivamente una spada che poteva distruggere tutti gli scudi e uno scudo che poteva resistere e rompere tutte le spade. Il risultato dello scontro fu che entrambi gli arnesi si ruppero. (da wikipedia)

 

Non so come comunicare con loro: li devo temere?

 

Ora capisco:  mi guardano con pupille dilatate: forse lo stupore misto a diffidenza ha creato in loro una certa paura…dell’ estraneo. Siamo entrambi smarriti: Sarima e i robot.

 

Ecco Aloisio interviene e spezza l’incantesimo con altre sue magie.

E l’ oblò si fa luna. Cuscino luminoso trafitto da piccoli robot- spilli nati dalle scaltre mani del mago. Sono confusa e affascinata nello stesso istante. Aloisio, artista sensibile di Second Life, nota il mio turbamento ed ecco che con la sua bacchetta magica, lo dicevo io che era magica!, mi tranquillizza creando sotto ai miei occhi  una scultura: vortici bianco azzurri trasparenti che ti avvolgono e ti cullano verso uno spazio immenso pronto ad accoglierti.

eccola!

sono dentro e mi lascio avvolgere,  come fosse uno scialle.

In cima mi appare una luna

Io ti vedo, chiara luna,

sempre pensosa e buona,

con le forbici d’argento

che tagli l’azzurro a strisce

o fili la seta sottile

dei tuoi bachi da seta.

Antonio Machado

 

Mi rammenta anche un quadro di Maria Luisa Grimani; una luna d’argento distesa, quasi una mappa svelata.

 


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