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copertine del libro

“Vita Liquida dell’avatar Sarima Giha” nel colore “inverso”

Particolare del libro a soffietto al positivo

Le immagini sono accompagnate da un breve scritto poetico di Sarima Giha aka Maria Luisa Grimani

Volo

in solitudine

vuota dentro

e sono paesaggio effimero.

Mi piace guardarmi

apparentemente libera

in quel kaftano blu

sempre ugualmente scalza.

Forma

nell’avatar

di Second Life.

Specchio inconsapevole

di vite liquide

da riflettere a chi si sa fermare.

Gioco

in solitudine

un tasto avanti da antilope

tre tasti indietro da formica.

Sarima Giha

Ringrazio gli organizzatori della Biennale del Libro d’artista di Marano di Napoli

Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma.

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Ad ogni artista partecipante sono state chieste quattro pagine di presentazione dell’opera.

Presentazione del libro d’artista “Vita liquida dell’avatar Sarima Giha”

Premessa

Il tempo degli avatar è un succedersi di eventi e di apparenze. Un’apparenza discontinua, non tanto perché quando il computer è spento l’avatar non c’è (rimane nei suoi oggetti, nelle cose che ha fatto o stava facendo, come un morto temporaneo, come qualcuno che è partito per un luogo lontano), quanto perché la forma stessa degli avatar  e le loro costruzioni possono variare repentinamente. Da quando sono entrata in Second Life sono spariti e nati molti luoghi e sono scomparsi e apparsi molti avatar. Il mio inventario, l’elenco che mi serve per scegliere dove andare e con chi, se non lo aggiorno sembra l’elenco di un cimitero virtuale. Non è un fluido evolversi di una forma verso un’altra, ma un veloce succedersi di “versioni” sempre imprevedibili

Sarima ha scelto di non cambiare mai per ritrovarsi sempre anche nei momenti di sbandamento più difficili. Vita liquida la sua,  anche se la sua intenzione era quella di trovare uno spazio dove riflettere, fermarsi, e agire con ponderazione. A volte ci riesce, ma penso sia vissuta dagli altri avatar come un essere anacronistico. E’ come Alice nel paese delle meraviglie, dove tutto svanisce in fretta per lasciare subito posto ad altro e non c’è tempo per raccontarlo perché è già subito ricordo lontano.  Solo la memoria può recuperarlo. Ho raccontato la sua nascita in un primo libretto edito nel 2008.

Da mondo sognante e utopico Second Life sta attualmente diventando l’alterego del mondo reale, con tutti i suoi pregi e difetti. O forse un rifugio per attuare quello che nella vita reale viene ostacolato: università aperte a tutti, ricerche dove gli scienziati di tutto il mondo dialogano tra di loro in tempo reale, prove di costruzioni alternative eco compatibili, ricerche nel campo della moda, gruppi che si occupano del sociale, sperimentazione musicale e vocale, ma ci sono anche gli aspetti negativi che servono se non altro per rendere più visibili quelli positivi.

Sarima e il suo kaftano aderente è una moderna cantastorie del mondo virtuale degli avatar e ha la sua “città blog”, dove racconta con parole , immagini, suoni e voci le storie e le curiosità di Second Life.

particolare città blog di sarima giha

continua

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Sarima si è messa nei guai!!! Solo indovinando dove è andata a finire possiamo salvarla. In questa posizione teme molto il calore!!!

Al fortunato vincitore una bella fotografia in digitale con l’autografo di Sarima Giha!

Un piccolo aiuto

temo di essere stata troppo generosa!!!

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In un mondo lontano, nel territorio dei Linden, sospesa nel vuoto, fluttua Cubolandia*.
E’ meta ambita per chi voglia dedicarsi alla meditazione.  Crocevia tra oriente e  occidente, cielo e terra, acqua e aria è frequentata da giovani artisti e poeti di Haiku.
Nulla è lasciato al caso tutto è programmato alla perfezione. Ogni visitatore è ricevuto dal maestro di Zen Cu-chin-fu*. Chi vuole può sottoporsi ad una prova per essere accettato come suo allievo. Come allievo, imparerà l’ arte della Concentrazione, trasmetterà la propria  esperienza del Satori nei versi Haiku e diverrà Natura nella Natura.

l’ inventore di Cubolandia  Rapo Man*

il maestro di Zen Cu-chin-fu

l’ accoglienza

il maestro Cu-chin-fu spiega la prova dell’enigma

Il banco di prova è quello di salire su un piccolo podio dove si verrà tele trasportati “in-men-che-non-si–dica” su un tatami, che accompagnerà il viaggiatore nel cuore di Cubolandia. Vagando da un cubo all’altro, ad ogni diverso livello, ad ogni svolta, i colori cambiano in sfumature intense, nebbie dai colori violetti, verdi e gialli dorati e il suono, si udirà un suono che entra nell’anima, consolatorio.

il cuore di Cubolandia

seduti su un tatami

accompagnati da avvolgenti musiche

Ma, c’è sempre un “ma” nei momenti felici, durante questo percorso si deve trovare la soluzione ad un enigma. Se si riesce per intuizione a dare la giusta  risposta si potrà diventare l’allievo prediletto di Cu-chin-fu. Se si sbaglia si è condannati a vagare per lunghi anni senza mai uscire dai confini di Cubolandia, e un giorno, forse, un avatar pietoso  aiuterà le anime che ancora vagano a risolvere l’indovinello e a liberarsi dall’incanto.

tutti in attesa

del responso

Sarima è passata attraverso questa prova e ha superato l’ ostacolo.

Questo l’enigma che il maestro le ha proposto:
“In che modo sapresti fermare il tempo in Second Life?”

Volete  provare anche voi a trovare la risposta?

ecco il verdetto

Sarima ha risolto l’enigma

addio!

Sarima si  allontana e dall’alto ancora per poco le appare Cubolandia, e il suono si fa flebile poi, tutto svanisce.

Ora è un bel sogno da raccontare.

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*struttura e personaggi esistenti in SL –  per la privacy tutti i nomi sono stati inventati -il resto è frutto della mia fantasia

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La storia del racconto “Prêt à porter” sta per concludersi. Nell’ultima sfilata sono apparse due nuove immagini: una sullo sfondo che rappresenta una miriade di occhi di bambini che guardano, l’altra che mostra bambini al telaio che tessono.
Si è entrati così nel vivo del racconto dello sfruttamento minorile, che a volte si nasconde dietro ad immagini bellissime come possono essere quelle di una sfilata di moda.
Gli adulti hanno verso i bambini molte responsabilità tra le quali quella di garantire loro il diritto allo studio e al gioco. Purtroppo, se un uomo nasce povero e non può permettersi di istruire i propri figli ha un alta probabilità di rimanerlo per tutta la vita, lui e le generazioni che verranno. La distribuzione equa delle ricchezze, che non vuol dire tutti uguali indipendentemente dai propri meriti, ma tutti dotati del diritto ad avere un’istruzione, sembra un sogno impossibile.  Molto spesso chi ha vorrebbe sempre di più, a scapito e a danno  di chi non ha. Meno costa la manodopera per realizzare alcuni lavori più si guadagna; e allora, meglio far lavorare i bambini per pochi soldi, che assumere i loro padri.
L’idea della scena con gli occhi dei bambini che guardano e giudicano il comportamento degli adulti mi è stata ispirata da vecchi e nuovi esempi. Ultimamente, in televisione, ho visto per la prima volta  il film di De Sica “I bambini ci guardano” . Ancora oggi dovremmo chiederci, quale esempio diamo ai nostri figli quando il pudore, l’onestà, la coerenza vengono meno? Dal film neorealista di Vittorio de Sica estrapolo questi pochi fotogrammi per darvi l’atmosfera di quei tempi, la trama la trovate cliccando sul titolo del film.

Apro questa mattina il “Corriere della sera” e in prima pagina il Direttore Ferruccio de Bortoli titola il suo editoriale  “I nostri figli ci guardano”. Inizia così l’articolo: “In tempi di passioni tristi e valori deboli, forse è opportuno staccarsi un attimo dalle cronache e chiederci come verrà giudicato, fra qualche anno, questo particolare momento della nostra vita, pubblica e privata. Non dagli storici, che speriamo abbiano di meglio di cui occuparsi. Ma dai nostri figli….” Poi l’articolo prosegue presentando i libri di Benedetta Tobagi e di Umberto Ambrosoli, figli di padri integerrimi che hanno lasciato dietro di loro esempi di umanità, di rigore professionale, di etica di vita quotidiana. E conclude , pensando ai giorni nostri, con queste parole: “E immersi nel liquido, a volte  maleodorante, della nostra contemporaneità, ci domandiamo, con un senso di angoscia, come ci ricorderanno i nostri figli. E se stiamo facendo di tutto per consegnare loro una società migliore”
Scusate il volo pindarico, ma mi sembrava doveroso far notare l’attualità e la vicinanza di questi  problemi che  purtroppo fatichiamo ancora oggi a risolvere.
Sul set, diventato grigio e cupo, le modelle si interrogano sul perché appaiano quelle immagini di occhi e bimbi al telaio, inconsapevoli di essere la rappresentazione vivente della inaccettabile differenza tra la storia triste dei propri abiti e la loro splendida esibizione.

sequenza finale 3

fermatevi! sta succedendo qualcosa!

sequenza finale 4che succede?

sequenza finale5

mille occhi ci guardano!

finale 2

finale 8

sequenza finale 6ecco sotto i nostri piedi una nuova immagine!

sequenza finale 7 bambini che lavorano ai telai

sequenza finale 8tutto appare più triste e grigio, anche i tetti colorati sono volati via

sequenza finale 9qualcuno ci dovrà spiegare cosa sta succedendo!

finale 7

occhi  profondi osservano

sequenza finale 10

I bambini ci guardano e ci giudicano

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Chi la dura la vince: ecco la ruota panoramica trovata in second life, la soluzione dell’ indovinello. Vincitrice della gara l’unica partecipante Donatella Righi, spiritosa, simpatica, sincera. Grazie. Sono felice di poterti spedire il premio, rimarrà un piccolo ricordo del nostro incontro telematico.

ruota panoramica sl

A dire il vero, sin dalla prima risposta avevi quasi indovinato, ma le possibilità erano molte e come spesso succede è proprio l’ultima ad essere quella giusta. A me capita con le chiavi: quando devo aprire una porta che non conosco provo tutto il mazzo di chiavi e sicuramente l’ultima è quella che apre!!!

particolare ruota

Un altro particolare della giostra mentre, seduta su un seggiolino, mi sto godendo il panorama e scatto foto turistiche.

nb: scrivi il tuo recapito a mlgrimani@tiscali.it

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r c.per web

o scrutare le stelle
nel bagliore della neve

pallide
nel cielo invernale
che si proietta al di là
di ciò che è noto

ruth o’ callaghan

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vi invito a visitare il sito di password in vista della prossima mostra che si svolgerà a Borgo Valsugana nella Casa Strobele. Al più presto i dettagli sulla pagina delle mostre di Sarima e Marisa.


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