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Posts Tagged ‘Prêt à Porter’

La storia del racconto “Prêt à porter” sta per concludersi. Nell’ultima sfilata sono apparse due nuove immagini: una sullo sfondo che rappresenta una miriade di occhi di bambini che guardano, l’altra che mostra bambini al telaio che tessono.
Si è entrati così nel vivo del racconto dello sfruttamento minorile, che a volte si nasconde dietro ad immagini bellissime come possono essere quelle di una sfilata di moda.
Gli adulti hanno verso i bambini molte responsabilità tra le quali quella di garantire loro il diritto allo studio e al gioco. Purtroppo, se un uomo nasce povero e non può permettersi di istruire i propri figli ha un alta probabilità di rimanerlo per tutta la vita, lui e le generazioni che verranno. La distribuzione equa delle ricchezze, che non vuol dire tutti uguali indipendentemente dai propri meriti, ma tutti dotati del diritto ad avere un’istruzione, sembra un sogno impossibile.  Molto spesso chi ha vorrebbe sempre di più, a scapito e a danno  di chi non ha. Meno costa la manodopera per realizzare alcuni lavori più si guadagna; e allora, meglio far lavorare i bambini per pochi soldi, che assumere i loro padri.
L’idea della scena con gli occhi dei bambini che guardano e giudicano il comportamento degli adulti mi è stata ispirata da vecchi e nuovi esempi. Ultimamente, in televisione, ho visto per la prima volta  il film di De Sica “I bambini ci guardano” . Ancora oggi dovremmo chiederci, quale esempio diamo ai nostri figli quando il pudore, l’onestà, la coerenza vengono meno? Dal film neorealista di Vittorio de Sica estrapolo questi pochi fotogrammi per darvi l’atmosfera di quei tempi, la trama la trovate cliccando sul titolo del film.

Apro questa mattina il “Corriere della sera” e in prima pagina il Direttore Ferruccio de Bortoli titola il suo editoriale  “I nostri figli ci guardano”. Inizia così l’articolo: “In tempi di passioni tristi e valori deboli, forse è opportuno staccarsi un attimo dalle cronache e chiederci come verrà giudicato, fra qualche anno, questo particolare momento della nostra vita, pubblica e privata. Non dagli storici, che speriamo abbiano di meglio di cui occuparsi. Ma dai nostri figli….” Poi l’articolo prosegue presentando i libri di Benedetta Tobagi e di Umberto Ambrosoli, figli di padri integerrimi che hanno lasciato dietro di loro esempi di umanità, di rigore professionale, di etica di vita quotidiana. E conclude , pensando ai giorni nostri, con queste parole: “E immersi nel liquido, a volte  maleodorante, della nostra contemporaneità, ci domandiamo, con un senso di angoscia, come ci ricorderanno i nostri figli. E se stiamo facendo di tutto per consegnare loro una società migliore”
Scusate il volo pindarico, ma mi sembrava doveroso far notare l’attualità e la vicinanza di questi  problemi che  purtroppo fatichiamo ancora oggi a risolvere.
Sul set, diventato grigio e cupo, le modelle si interrogano sul perché appaiano quelle immagini di occhi e bimbi al telaio, inconsapevoli di essere la rappresentazione vivente della inaccettabile differenza tra la storia triste dei propri abiti e la loro splendida esibizione.

sequenza finale 3

fermatevi! sta succedendo qualcosa!

sequenza finale 4che succede?

sequenza finale5

mille occhi ci guardano!

finale 2

finale 8

sequenza finale 6ecco sotto i nostri piedi una nuova immagine!

sequenza finale 7 bambini che lavorano ai telai

sequenza finale 8tutto appare più triste e grigio, anche i tetti colorati sono volati via

sequenza finale 9qualcuno ci dovrà spiegare cosa sta succedendo!

finale 7

occhi  profondi osservano

sequenza finale 10

I bambini ci guardano e ci giudicano

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Marco Minghetti, giornalista che cura con altri l’inserto Nova 100 del Sole 24 Ore, ha proposto agli artisti ed ai creativi di Second Life di tradurre in immagine i racconti scritti da vari autori e pubblicati nel suo romanzo Le Aziende In-visibili. I testi si ispirano alle Città invisibili di Calvino ma non solo, anche a brani musicali, agli esagrammi del Libro dei mutamenti, agli astrogrammi.

 

le aziende in-visibili

la copertina del mio libro

Questo nuovo progetto ha preso il nome di Web Opera. Vi invito a visitare il suo blog e a vedere i primi video realizzati.

UQBAR, nelle persone di Paolo Valente aka Arco Rosca e Rosanna Galvani aka Roxelo Babenco, fanno da tramite tra gli avatar di second life e le Aziende In-visibili di Marco Minghetti.

 

Io ho scelto di lavorare sul racconto n. 85 dal titolo Prêt à Porter di Pepa Cerruti.

Sono alla prima esperienza e la novità mi entusiasma.

 

ESSENZA DEL RACCONTO VISIVO Prêt à Porter

Il racconto di Pepa descrive minuziosamente il contrasto tra l’ apparire del mondo della moda e la realtà che a volte nasconde sacrifici e sfuttamento dei più deboli. Per questo anche la mia storia visiva cerca di far apparire l’enorme distanza che separa il mondo dei privilegi dal mondo degli emarginati.


La scena si sviluppa in due parti: una parte sovrastante (il dritto) e una parte sottostante (il rovescio)
Nella parte sopra appare un mondo esteticamente perfetto (il mondo della Moda) in cui svettano Torri trasparenti nei cui spazi luminosi viene ospitata una sfilata di moda curata nei minimi particolari. Parole e musica l’accompagnano in un crescendo che si adatta perfettamente alla scena. Tutto è semplice e perfetto.
Verso la fine della sfilata, sullo sfondo, occhi di bambini guardano la scena imbambolati, stanchi, sofferenti, mentre sotto le Torri, l’immagine della luna va scomparendo per lasciare posto alla fotografia di bambini che lavorano chini nell’atto di tessere.

IL SOGGETTO
In una “isola felice” sorgono delle Torri di cristallo completamente trasparenti, appoggiate sull’immagine della luna. Sullo sfondo nero appare la luna.
Le Torri sono alte e imponenti.
Una voce fuori campo presenta di volta in volta i modelli della collezione Giulio Giano Prêt à Porter. La particolarità della presentazione dei modelli sta nel fatto che la loro sfilata si svolge in verticale.
Le modelle avatar salgono e scendono lentamente con mosse raffinate ognuno dentro la propria Torre. con vesti argentee, bianco-luminose, iridescenti dall’aspetto lunare, che si aprono a fiore, particolarità che ho già notato qui in second life.
Sottofondo, una musica lontana si avvicina sempre di più in un crescendo che raggiungerà la sua pienezza alla fine della presentazione dei vari modelli. La musica proseguirà fino al termine del pezzo, mentre le modelle agiranno tutte insieme nel loro saliscendi raffinatissimo.
Per contrasto, lentamente ma inesorabilmente occhi di bambini appaiono sullo sfondo a guardare sgomenti, imbambolati e stanchi, la scena.
Poi una ripresa dall’alto verso il basso si concentrerà sull’immagine che rivelerà bambini al telaio mentre tessono broccati preziosi.

prima versione set 1

prima versione set

particolare

particolare seconda versione

 

set pret à porter 1

Il set è pronto per le riprese ma c’è molto ancora da lavorare.

Questo è il programma di ricerca:

– scrivere la sceneggiatura
trovare collaboratori per
– gli abiti in sl
– i movimenti degli avatar
– avatar che indossino i modelli creati per il racconto
– una musica scritta per accompagnare i movimenti degli avatar
– un attore per la voce fuori campo che interpreti Giulio Giano che presenta la sfilata: testo da concordarecon il creatore dei modelli
– una fotografia che denunci lo sfruttamento del lavoro minorile nel campo del tessile
– Varie fotografie per gli occhi dei bambini

pret à porter 4

 

In questa prima fase devo già ringraziare tutti gli amici che hanno avuto fiducia e mi hanno aiutata a realizzare il set.

Roxelo Babenco, Velazquez Bonetto, Milla Milla Noel, Solkide Auer, Zhora Maynard.

 

luna_piena

Sarima ha rubato la luna a Marisa (non si offenda la NASA !)

 

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