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Posts Tagged ‘pianoforte’

La prima cosa che vorrei è che chi vedesse questa immagine immediatamente sentisse il suono del piano-forte di Panirlipe e sottofondo il lieve tocco di Sarima.

Panirlipe, nome enigmatico, anagramma dell’anagramma dell’ anagramma dice il suo inventore, un musicista scrittore.

Nel suo blog si presenta con queste parole:

“La vita è come uno spartito, con un pentagramma ben tracciato e un tempo definito all’inizio. Ogni tanto questo cambia, diventa più movimentato. Le note presentano trilli e acciaccature, si spazia dai toni acuti a quelli più gravi. Le battute occupano uno spazio preciso e assomigliano agli anni che scorrono. A volte credi che il pezzo sia terminato invece giri pagina e davanti a te hai ancora molte righe. E poi ci sono i ritornelli che esegui con piacere se la musica ti convince, tiri dritto se non vedi l’ora di terminare.

Questo è un posto dove lasciare i pensieri, buoni o cattivi. Attendo che il vento o una gazza ladra se li porti via, senza discriminazioni”

Io non lo conosco ma so che lui e il suo pianoforte sono tutt’uno. La musica gli canta dentro e non so se è più sensibile il suo tocco o il tasto che lo riceve.

“Periodicamente, quando lo smonto per pulirlo o ammorbidire i feltri dei martelletti, ripenso a quell’edificio pieno di interiora e quarti di pianoforte. Controllo sempre l’interno, gli spazi fra l’arpa e la struttura di legno nella speranza di trovarci qualcosa, un segno, un segreto. Poi, prima di chiuderlo, lo pulisco con delle lozioni di mia creazione a base di lavanda o melissa.”

Io ne sento il profumo, voi no?

Panirlipe é un mio lettore: segue Sarima da quando è nata e i suoi commenti sono presenti lungo tutto il suo percorso. Sarima invece é un po’ pigra e pur leggendo divertita i suoi pezzi “musicali” e le sue variazioni non ha la sagacia e la prontezza di commentare le sue parole, ma ha deciso di farlo una volta per tutte dedicandogli questa cartolina.

Panirlipe capirà e mi perdonerà. Non è così?

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in questo momento sto suonando canzoni napoletane del passato, bellissime!

Per molti anni ho cercato di capire dove le mie passioni mi avrebbero portata. Amavo la musica, sognavo il pattinaggio artistico, ho preso lezioni di canto, di danza, di pianoforte, dipingevo piccoli paesaggi con i colori ad olio, scrivevo poesie. Giravo attorno al campo artistico a 360° ma non riuscivo a fermarmi e scegliere definitivamente la mia strada. Poi, verso i trent’anni finalmente la scelta: tradurre in immagine ciò che penso , che leggo e sento, usando tecniche diverse e a volte inventate lì per lì. Una bella sfida!

Sarima Giha in soli tre mesi ha accumulato esperienze velocemente, viaggiando oltre il tempo e lo spazio, non è che si sarà magari approfittata anche della mia di esperienza? La trovo un po’ egoista e la invidio. Si può invidiare il proprio avatar?

Quando studiavo pianoforte, nel passaggio dalla teoria alla pratica, mi sono accorta che non sarei mai riuscita a suonare, mi mancava quel tipo di coordinamento che è la dote principale del musicista, orecchio, manualità e predisposizione.

Sarima questo lo sa: sa che nel mio profondo rimpiango di non potermi esprimere con la musica ed è per questo che in ogni land dove ci sia un pianoforte, un’arpa, una batteria, un organo lei deve mettersi a suonare, e magia…una musica bellissima, perfetta, esce dagli altoparlanti accanto a Marisa che muove i tasti del suo computer e la guarda estasiata.

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