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Posts Tagged ‘letteratura’

Nessuno Myoo

Il mio nome è nessuno myoo e nasco a nuova vita il 21 Settembre 2007. Da subito ho iniziato a girovagare per le land cercando di soddisfare ogni mia curiosità su quello che per me allora appariva come un nuovo e potente mezzo di comunicazione emozionale. Grazie ai corsi seguiti a Second Learning a INDIRE ho imparato a manipolare i miei prim. L’incontro con l’artista, gallerista e amico Lion Igaly mi ha poi introdotto nell’affascinante mondo dell’ Arte Virtuale. Musicista e con la passione del disegno in rl mi sono quindi ritrovato entusiasta a fare lo scultore nel metaverso. Per le mie opere ho decodificato un linguaggio semplice ed originale che si esprime nel modo di lavorare i prim: quel torcere, allungare, svuotare per poi riempire che mi diverte tanto… I legni e i metalli sono fra i materiali che prediligo. A volte levigati e lucidi, altre corrosi e dai forti contrasti. Visioni diverse per sensazioni diverse. Col mio figurativo cerco di esprimere la bellezza, l’energia, la leggerezza, il movimento, la poesia.


In questi giorni il mio alterego Marisa sta cercando di pubblicare nel suo blog una scheda sull’argomento Libri d’ artista ma io la prendo in contropiede  e vi mostro un libro trovato tra varie sculture di  Nessuno Myoo nell’Aho Museum di Second Life.  Il suo titolo è The Tale of Angels

the tale of angels

Un libro in sughero di grandi proporzioni dalle cui pagine escono due angeli: personaggi che turbano perchè il confine tra angeli e demoni è stato una volta superato per sempre. e questa immagine fa parte di una storia che potremmo farci raccontare dall’autore oppure inventarne una ognuno di noi  con la propria sensibilità.

non resisto e mi siedo sulle pagine calde e morbide del libro

poi scruto in basso l’ imponente museo

angelo tra gli angeli?

fuori i  due occhi di Nessuno Myoo mi guardano severi

Ed io per farmi perdonare ritorno alla mostra e mi soffermo davanti ad una immagine che potrebbe raccontarci un’altra  storia. Chi vive in quel castello?

il dipinto ed una nuova inquietudine

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Ad ogni artista partecipante sono state chieste quattro pagine di presentazione dell’opera.

Presentazione del libro d’artista “Vita liquida dell’avatar Sarima Giha”

Premessa

Il tempo degli avatar è un succedersi di eventi e di apparenze. Un’apparenza discontinua, non tanto perché quando il computer è spento l’avatar non c’è (rimane nei suoi oggetti, nelle cose che ha fatto o stava facendo, come un morto temporaneo, come qualcuno che è partito per un luogo lontano), quanto perché la forma stessa degli avatar  e le loro costruzioni possono variare repentinamente. Da quando sono entrata in Second Life sono spariti e nati molti luoghi e sono scomparsi e apparsi molti avatar. Il mio inventario, l’elenco che mi serve per scegliere dove andare e con chi, se non lo aggiorno sembra l’elenco di un cimitero virtuale. Non è un fluido evolversi di una forma verso un’altra, ma un veloce succedersi di “versioni” sempre imprevedibili

Sarima ha scelto di non cambiare mai per ritrovarsi sempre anche nei momenti di sbandamento più difficili. Vita liquida la sua,  anche se la sua intenzione era quella di trovare uno spazio dove riflettere, fermarsi, e agire con ponderazione. A volte ci riesce, ma penso sia vissuta dagli altri avatar come un essere anacronistico. E’ come Alice nel paese delle meraviglie, dove tutto svanisce in fretta per lasciare subito posto ad altro e non c’è tempo per raccontarlo perché è già subito ricordo lontano.  Solo la memoria può recuperarlo. Ho raccontato la sua nascita in un primo libretto edito nel 2008.

Da mondo sognante e utopico Second Life sta attualmente diventando l’alterego del mondo reale, con tutti i suoi pregi e difetti. O forse un rifugio per attuare quello che nella vita reale viene ostacolato: università aperte a tutti, ricerche dove gli scienziati di tutto il mondo dialogano tra di loro in tempo reale, prove di costruzioni alternative eco compatibili, ricerche nel campo della moda, gruppi che si occupano del sociale, sperimentazione musicale e vocale, ma ci sono anche gli aspetti negativi che servono se non altro per rendere più visibili quelli positivi.

Sarima e il suo kaftano aderente è una moderna cantastorie del mondo virtuale degli avatar e ha la sua “città blog”, dove racconta con parole , immagini, suoni e voci le storie e le curiosità di Second Life.

particolare città blog di sarima giha

continua

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6 febbraio 2010

C’è qualcosa nella vita di oggi che va messa a fuoco. Come questa immagine sfocata, eppure luminescente. Chi si avventura all’ interno di questa nuvola colorata incontra robots che richiamano le forme umane in modo schematico. Fluttuano  nello spazio ed avranno vita breve, il tempo di una installazione, dieci, quindici giorni? Poi spariranno per lasciare posto ad altre invenzioni ad altre immagini. E a noi che le osserviamo cosa rimane? E’ questo che dobbiamo domandarci: nell’ era delle immagini mi ritrovo come diogene a cercare con il lanternino dove sta l’ uomo. Il mio avatar ricordiamo è vuoto al suo interno ma  ha le mie pulsioni e si muove ed agisce guidato da una mano esterna e da una tastiera. Nè più nè meno dei robots che le stanno accanto. E questo mi fa riflettere e mi preoccupa.

Ma da oggi anche gli avatar hanno i loro miti: Jake Sully é Neytiri, una guerriera Na’vi figlia del capo di una tribù che vive su Pandora.

beautiful Neytiri

Quand’ ero ragazza il mio mito era Jolanda la  figlia del Corsaro Nero, eroina del romanzo di Emilio Salgari, qualcuno se lo ricorda ancora?

Jolanda

Da queste riflessioni è nato il libro d’artista “Vita liquida dell’avatar Sarima Giha” che verrà presentato alla Biennale del libro d’artista di Napoli. Farò sapere quando sarà decisa la data dell’esposizione e verrà pubblicato il catalogo.

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Basta un clic sull’immagine e vi appare il libretto della web story. Buona visione!

Mi fa piacere ringraziare:

Marco Minghetti, Pepa Cerruti, Roxelo Babenco, Velazquez Bonetto, Josina Burgess, MillaMilla Noel, Panirlipe, Elle, Anima Buona,  e molti altri che mi hanno accompagnato tutto lungo il racconto.

E’ in cantiere un super video a sorpresa, con la realizzazione di Core Tatam aka Tommaso Correale Santacroce, e la musica di  BlaiseDeLaFrance Voom aka Biagio Francia. (non abbiamo fretta, l’importante è un buon risultato)

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Molte volte sono passata dentro la cartella che conteneva le immagini dell’inaugurazione  di una mostra visitata quando stavo imparando ad usare il programma di Second Life.
Non le ho mai pubblicate perchè non possiedo più i dati di riferimento: non so chi l’ha organizzata, chi mi ha invitato, con chi ho parlato. Tuttavia sono immagini che non riesco a togliermi dalla mente e che mi fanno ogni volta fare diverse riflessioni.. Dentro c’è la complessità dei nostri tempi.

la presentazione

Arrivo richiamata da qualcuno attraverso il teleport e mi trovo in mezzo ad un gruppetto di avatar sconosciuti. Il personaggio dai capelli fiammeggianti sullo sfondo sta facendo la presentazione della mostra. Ricordo solo questo: alle pareti sono appesi quadri realizzati da persone in cura presso un centro psichiatrico. Il discorso è serio e riguarda la validità di una terapia che pare dia ottimi risultati: quella di esprimersi attraverso tecniche artistiche. Non sto a dilungarmi su questo argomento che porta sempre alle trite frasi “c’è un po’ di follia in tutti gli artisti” oppure “chi sono i veri artisti?”,  “che tipo di arte è quella che nasce dall’inconscio”?

Preferisco osservare le persone presenti a questa inaugurazione.

anime morte

Queste figure, riprese poco prima di apparire nella loro compiutezza, mi appaiono grige e subito, senza un perché, mi rammentano, per una strana analogia, le “anime morte” di Gogol. Una popolazione di personaggi dalla presenza instabile ed evanescente, mossi da mani reali ma nascoste, che si muovono sulla tastiera e che fanno parte di altrettanti corpi invisibili. Chi di loro è più reale?

l'incontro

Questa graziosa fanciulla di spalle sembra mettersi in comunicazione con il ragazzo dai capelli azzurri. Si erano dati appuntamento oppure i loro sguardi si incrociano in un incontro casuale, affascinati l’uno dall’altro? Forse sta per nascere una storia sentimentale oppure lavorano a qualche progetto e si ritrovano in un momento di relax?

vita liquida 4

Lo spazio dove si svolge la mostra è sospeso tra le nuvole, si passa da una stanza all’altra attraverso leggere, instabili, passerelle all’aperto e può capitare di cadere fuori nel vuoto specialmente a chi come me non è ancora padrone del mezzo, ma non ci sono conseguenze gravi se non quella di dover ritornare sui propri passi, cliccando su teleport.

vita liquida 2

Sta di fatto che questa atmosfera così rarefatta, onirica, mi coinvolge anima e corpo. Sono tesa sia per la novità che per le situazioni che man mano si vanno creando. Non conosco nessuno eppure sembriamo tutti legati allo stesso destino.  Potremmo essere sulla tolda di una nave che veleggia nello spazio, oppure stare sbarcando verso una meta ignota, appena accennata tra la nebbia.  Sensazioni di disagio ma anche di curiosità verso un percorso che ci appare per scomparire un minuto dopo.

Mi colpisce l’immagine di un emblematico avatar che ancora oggi non so riconoscere. Sta osservando qualcosa  lì tra le nuvole e vengo attratta inspiegabilmente. Capita qualche volta nel mondo reale che tu senta qualcosa di strano dentro di te all’apparizione di una persona. Alcuni lo spiegano come una reazione chimica verso l’altro: provare un’inspiegabile sensazione di piacere fisico. Ma qui di chimico non c’è nulla: né odori, né sguardi, né movimenti se non quelli del programma. Allora come si spiega questa strana attrazione?

vita liquida 1

Questi due inquietanti personaggi sembrano venire dalle tenebre per approdare dove?  Stanno atterrando simili ad uccelli corvini e spicca la testa bionda di lei, angelo o demonio? Pochi attimi e poi di nuovo scomparsi tra le nebbie, vita liquida, tutto si modifica ancora prima che i diversi modi di agire riescano a consolidarsi.  Dice  Zigmunt Bauman: “La vita liquida, come la società liquido-moderna, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo”.

vita liquida 3

E le storie del mio blog si rincorrono scogliendosi nell’ etere virtuale, appena una nasce l’altra muore. Gli amici entrano e subito escono nell’attesa delle novità. Se ti fermi sei perso, nessuno più ti cerca, non esisti. Verrà il momento in cui ci fermiamo, riflettiamo, ci crogioliamo tra le cose viste e dette senza l’angoscia, la smania di fare, di dire, di rinnovare.  Godere l’attimo va bene per non avere rimpianti, ma di quanti attimi necessitiamo per essere felici?

Sarima sta riflettendo.

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La storia del racconto “Prêt à porter” sta per concludersi. Nell’ultima sfilata sono apparse due nuove immagini: una sullo sfondo che rappresenta una miriade di occhi di bambini che guardano, l’altra che mostra bambini al telaio che tessono.
Si è entrati così nel vivo del racconto dello sfruttamento minorile, che a volte si nasconde dietro ad immagini bellissime come possono essere quelle di una sfilata di moda.
Gli adulti hanno verso i bambini molte responsabilità tra le quali quella di garantire loro il diritto allo studio e al gioco. Purtroppo, se un uomo nasce povero e non può permettersi di istruire i propri figli ha un alta probabilità di rimanerlo per tutta la vita, lui e le generazioni che verranno. La distribuzione equa delle ricchezze, che non vuol dire tutti uguali indipendentemente dai propri meriti, ma tutti dotati del diritto ad avere un’istruzione, sembra un sogno impossibile.  Molto spesso chi ha vorrebbe sempre di più, a scapito e a danno  di chi non ha. Meno costa la manodopera per realizzare alcuni lavori più si guadagna; e allora, meglio far lavorare i bambini per pochi soldi, che assumere i loro padri.
L’idea della scena con gli occhi dei bambini che guardano e giudicano il comportamento degli adulti mi è stata ispirata da vecchi e nuovi esempi. Ultimamente, in televisione, ho visto per la prima volta  il film di De Sica “I bambini ci guardano” . Ancora oggi dovremmo chiederci, quale esempio diamo ai nostri figli quando il pudore, l’onestà, la coerenza vengono meno? Dal film neorealista di Vittorio de Sica estrapolo questi pochi fotogrammi per darvi l’atmosfera di quei tempi, la trama la trovate cliccando sul titolo del film.

Apro questa mattina il “Corriere della sera” e in prima pagina il Direttore Ferruccio de Bortoli titola il suo editoriale  “I nostri figli ci guardano”. Inizia così l’articolo: “In tempi di passioni tristi e valori deboli, forse è opportuno staccarsi un attimo dalle cronache e chiederci come verrà giudicato, fra qualche anno, questo particolare momento della nostra vita, pubblica e privata. Non dagli storici, che speriamo abbiano di meglio di cui occuparsi. Ma dai nostri figli….” Poi l’articolo prosegue presentando i libri di Benedetta Tobagi e di Umberto Ambrosoli, figli di padri integerrimi che hanno lasciato dietro di loro esempi di umanità, di rigore professionale, di etica di vita quotidiana. E conclude , pensando ai giorni nostri, con queste parole: “E immersi nel liquido, a volte  maleodorante, della nostra contemporaneità, ci domandiamo, con un senso di angoscia, come ci ricorderanno i nostri figli. E se stiamo facendo di tutto per consegnare loro una società migliore”
Scusate il volo pindarico, ma mi sembrava doveroso far notare l’attualità e la vicinanza di questi  problemi che  purtroppo fatichiamo ancora oggi a risolvere.
Sul set, diventato grigio e cupo, le modelle si interrogano sul perché appaiano quelle immagini di occhi e bimbi al telaio, inconsapevoli di essere la rappresentazione vivente della inaccettabile differenza tra la storia triste dei propri abiti e la loro splendida esibizione.

sequenza finale 3

fermatevi! sta succedendo qualcosa!

sequenza finale 4che succede?

sequenza finale5

mille occhi ci guardano!

finale 2

finale 8

sequenza finale 6ecco sotto i nostri piedi una nuova immagine!

sequenza finale 7 bambini che lavorano ai telai

sequenza finale 8tutto appare più triste e grigio, anche i tetti colorati sono volati via

sequenza finale 9qualcuno ci dovrà spiegare cosa sta succedendo!

finale 7

occhi  profondi osservano

sequenza finale 10

I bambini ci guardano e ci giudicano

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il set è pronto

il set è pronto

Torri bianche, opalescenti, arabescate poggiano sulla luna pallida, luna che appare anche sullo sfondo. I tetti hanno preso colori forti dal blu al viola. Tutto è pronto per le scene finali con le modelle.

set finale 3

Occhi di bambini appaiono sullo sfondo dello scenario che si è fatto completamente nero. Occhi che guardano e un giorno giudicheranno il mondo degli adulti

set finale 2

una fotografia di lato del set

set finale 4

una ripresa dall’alto

set finale 1

Al posto della luna appaiono bambini al telaio da una fotografia gentilmente ceduta per questa occasione dal fotoreporter Enrico Mascheroni che ringrazio di cuore. Qui la fotografia è in bianco e nero mentre l’originale mostra colori stupendi come sono stupendi gli arazzi che i bambini tessono

bimbi fabbrica tessuti

foto originale di Enrico Mascheroni

set finale 5

Volano i tetti dalle torri per far apparire più chiaramente le varie immagini.

set finale  7

l’allestimento del set è pronto

Le prossime scene saranno con le modelle che vengono coinvolte loro malgrado nella storia del Prêt à porter,  una denuncia che riguarda il lavoro minorile che ancora oggi si perpetua in molti paesi. I bambini, tutti i bambini del mondo hanno diritto allo studio e al gioco. Il lavoro sarà poi la scelta che faranno da uomini liberi.

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