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Posts Tagged ‘Core Tatham’

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Gli invitati stanno arrivando. Ci si accorge subito che la città è un labirinto. E’ difficile incontrarsi, bisogna darsi un appuntamento. Una musica accompagna i visitatori.

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Se si clicca sulla facciata dei palazzi si sente la mia voce narrante . A volte i diversi racconti si sovrappongono uno sull’altro creando un effetto sonoro avvolgente.

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Core Tatham, l’ideatore e realizzatore della città, rimarrà tutta la serata lassù per riprendere uno streaming.

Ma… per ogni nuovo palazzo che si rispetti è di moda in questi tempi che arrivi qualcuno con il gusto di scrivere e disegnare sulle pareti. Anche nella city blog è arrivato un writer!!! Ci voleva qualcosa per vivacizzare la serata!

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Sono un po’ diversi da quelli reali, sporcano meno, ma sono ugualmente efficaci i graffiti in second life!

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Altre immagini si alternano sembrano fuochi d’artificio

Ma le sorprese non sono finite. Qualcuno di voi ha visto il film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino? Guardate questa scena

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Ho notato subito questo avatar immobile, in piedi sopra una torre

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Ha un fiore in bocca e l’aspetto è un po’ più provocatorio dell’angelo del film, ma la sua posizione lassù mi incanta. E’ rimasta a lungo ed io mi sono chiesta cosa stesse pensando. Poi l’ho persa di vista.

Durante l’allestimento e all’ inaugurazione ho ricevuto alcuni doni : il gioco dello onigokko-shippo per rincorrersi al suono di una marcetta allegra indossando un codino rosa, lo skate per percorrere in lungo e in largo la città e una bellissima scopa da strega per volare ancora più veloce lassù oltre i grattacieli.

E’ stata una bella serata! grazie Roxelo, grazie Arco per avermi dato questa occasione e grazie a tutti gli amici avatar.

roxelo-arco-core-sarima-copia

roxelo, arco, core ,sarima

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al-lavoro

Abbiamo lo spazio su Arena, tempo per realizzare la città, quasi due giorni, ci mettiamo al lavoro

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nasce la carta topografica della città

Già da qualche giorno Core ha preparato torri, palazzi e palazzine, 75 per la precisione. Per realizzarli ci sono voluti 172 parallelepipedi con relative textures più 12 moduli per la mappa.

La texture della mappa per posizionarla in second life viene suddivisa in moduli da incollare a tavole di misure predefinite. E’ un grande puzzle. Io lo assisto, qualche volta riesco ad aiutarlo, molto spesso rallento il suo lavoro per farmi spiegare ogni cosa che sta facendo. Tecnicamente sono una frana.

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Sono arrivati i diversi elementi ora bisogna posizionarli sui quadratini grigi.

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da questo momento in poi parlano più le immagini che le parole

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questa mappa sospesa a metà ci darà una idea in più

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dall’alto

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sono tutti ai loro posti

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la prima fase è terminata

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Importante: ogni costruzione ha le sue fondamenta realizzate con i commenti dei miei amici.

Il pilastro principale è sicuramente Panirlipe, uno scrittore musicista, al quale devo riconoscenza per l’importante sostegno ricevuto fin dalla apertura di questo blog.

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Mi piacerebbe parlarvi di Core Tatham avatar emblematico di Second Life.

Sono riuscita a carpirgli alcuni segreti avendo io una certa confidenza con il personaggio.

Core voleva nascere come un vecchio vecchissimo personaggio che, con il passare del tempo e delle apparizioni in SL, lentissimamente ringiovanisse. Il nome Core doveva richiamare più il napoletano “anema e core” che il termine inglese “core” un po’ più tecnologico. La sua umanità doveva trasudare dal lento cambiamento che lo avrebbe portato all’eterna giovinezza.

Ma il suo desiderio è stato travolto dal succedersi degli eventi. La necessità di nascere e nascere in fretta l’ha spinto a lasciarsi costruire da un avatar già esperto, con abiti raffazzonati alla meglio, per il suo primo apparire. E poi subito le prime costruzioni in Tomcorsan Place, Quietly Tuesday, tra cui la struttura che sarebbe servita, guarda caso, proprio a Sarima Giha per esporre alcune sue opere in SL.

al castello

Sono seguiti gli aggiustamenti, invecchiarsi un po’, scegliere abiti più consoni al rigore del suo lavoro fino ad arrivare ad un abbigliamento pantaloni e maglietta neri molto usati in teatro e tra i designer.

perso nel cielo

Poi il tempo della riflessione. Apparire e scomparire: il tempo degli avatar è un succedersi di eventi e di presenze e per Core l’accorgersi che il suo lavoro era diventato una non presenza fisica ma un servizio tra gli operatori di rl e sl, gli ha suggerito un cambiamento radicale: scomparire come avatar e lasciare al suo posto solo gli abiti. Nasce cosi l’avatar invisibile. Ma poiché i suoi gesti nel costruire e nel lavorare in SL sono fondamentali ecco apparire al posto della testa e delle mani un uovo e due coni trasparenti. Un voluto richiamo ai personaggi di Oskar Shlemmer più che al personaggio dell’uomo invisibile.

Core al lavoro

E là dove si situa la sua invisibilità si crea una strana lente.

Attraverso l’invisibilità di Core si può vedere un’altra Second Life: le sue parti trasparenti bucano corpi, acque, alberi, il mondo appare diverso, tutto diviene più evanescente. Un non apparire che lascia il segno.

Core e Sarima

In una realtà in cui apparire sembra lo scopo principale di ognuno di noi, scomparire per riproporsi con altri canoni, con altre qualità può rappresentare un cambiamento in controtendenza.

Sarebbe bello che ad apparire fossero solo le qualità delle persone, chissà a quante sparizioni assisteremmo.

Core e Stex

Oggi Core si dà da fare per realizzare eventi ponte tra universi e metaversi. Ultimamente sta avviando con Stex Auer e Vive Voom una associazione open di nome 2lifecast

Una piccola curiosità, lo sapevate che gli avatar sono vuoti dentro? Avremo occasione di riparlarne.

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La nascita

La nascita di Sarima Giha

Sono stata costruita il 9 settembre 2007 da un altro avatar, Core Tatham, mio figlio in Real Life: che sia stata una sua piccola rivincita nel costruirmi forse come lui mi voleva non l’ho ancora appurato.

Sono intervenuta nella dimensione dei fianchi, erano troppo larghi, e insieme abbiamo messo a punto il volto, un po’ su mia immagine, ma sicuramente non mi sono imbruttita.

Mia è stata la decisione di avere i capelli grigi e la scelta dell’abito che non cambierò mai.

E’ un’imitazione libera di Emily Dickinson, con implicazioni tutte da scoprire, che si vestiva sempre di bianco, sicuramente cambiando l’abito lei, mentre io, non avendo problemi di igiene e di pulizia, essendo sempre fresca e profumata e con i capelli in ordine per natura, posso permettermi di portare sempre lo stesso abito.

Un caffettano al femminile, una lunga sopraveste di origine turca, un po’ aderente invece che diritta, dalle maniche ampie e abbottonata davanti. Caffettano deriva dall’arabo qaftan e dal persiano khaftan. Il cappuccio lo lascio sempre nell’inventario.

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