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la bella botero

Due sono i modi di comunicare degli avatar. Dialogare attraverso la scrittura o parlarsi in voice, microfono e cuffia. I nostalgici rimangono fedeli al dialogo scritto che ha un grosso vantaggio: lo si può memorizzare in un qualsiasi file del tuo computer con un semplice richiamo a tools, copia e incolla. Le parole svaniscono nell’etere se non vengono registrate, cosa che per il momento non succede, se non programmato, e volano, lo dice anche un famoso detto.

Così può capitare che si usino in contemporanea i due mezzi di comunicazione: ascolti una conferenza o un dibattito seduto in un’arena e segui se vuoi i commenti scritti dei presenti, oltre ad osservare gli arrivi, seguiti dai saluti, dei vari avatar. Un esercizio superattivo. Perciò quando sei concentrato a seguire lo svolgimento della serata vedi o ascolti con la coda dell’occhio e dell’orecchio, in contemporanea, molte cose.

I vari VIP della scena, sì perché anche in Second Life ci sono le persone che contano, stavano dibattendo sullo stato dell’arte del mercato – argomento per il quale potevo anche un po’ distrarmi visto che per me la vendita è una rarità in RL e dubito molto che venderò le mie opere in SL – quando apparve sulla scena la Bella Botero.

Si è calata come una mongolfiera davanti al palco e visto che era difficile posizionarsi subito bene, sia per l’assetto stesso dell’avatar che per trovare posto – io ad esempio mi sono seduta più volte in posizioni strane, fino a che un avatar pietoso mi ha suggerito di cliccare direttamente su un pallino bianco e mi sono finalmente seduta in modo composto – si è instaurato un dialogo tra la gioiosa signora ed alcuni avatar.

Io ho avuto la presenza di spirito di fotografarla ma non altrettanto di memorizzare il dialogo, purtroppo.

L’argomento erano le scuse da parte della Bella Botero per il suo evidente ingombro e le rassicurazione da parte degli altri avatar che trovavano le sue proporzioni affascinanti, insolite e coraggiose, per concludere che grasso è bello e mette allegria. Effettivamente l’avatar di cui non so il nome dava l’impressione di essere una persona spiritosa e gioviale.

Un appello: gentilissima signora, desidero conoscerla, se legge questa breve cartolina può gentilmente presentarsi e fare un suo commento? La ringrazio anticipatamente.

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Questions persist and persist,

and haunt even our dreaming.

We take them with us, into

the dark and the sleep.

Yet, they awake with us.

Even as we wander the world,

nomads in search of found places,

They know where we are going,

and they stay close behind.

Daniel Thomas Moran

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in questo momento sto suonando canzoni napoletane del passato, bellissime!

Per molti anni ho cercato di capire dove le mie passioni mi avrebbero portata. Amavo la musica, sognavo il pattinaggio artistico, ho preso lezioni di canto, di danza, di pianoforte, dipingevo piccoli paesaggi con i colori ad olio, scrivevo poesie. Giravo attorno al campo artistico a 360° ma non riuscivo a fermarmi e scegliere definitivamente la mia strada. Poi, verso i trent’anni finalmente la scelta: tradurre in immagine ciò che penso , che leggo e sento, usando tecniche diverse e a volte inventate lì per lì. Una bella sfida!

Sarima Giha in soli tre mesi ha accumulato esperienze velocemente, viaggiando oltre il tempo e lo spazio, non è che si sarà magari approfittata anche della mia di esperienza? La trovo un po’ egoista e la invidio. Si può invidiare il proprio avatar?

Quando studiavo pianoforte, nel passaggio dalla teoria alla pratica, mi sono accorta che non sarei mai riuscita a suonare, mi mancava quel tipo di coordinamento che è la dote principale del musicista, orecchio, manualità e predisposizione.

Sarima questo lo sa: sa che nel mio profondo rimpiango di non potermi esprimere con la musica ed è per questo che in ogni land dove ci sia un pianoforte, un’arpa, una batteria, un organo lei deve mettersi a suonare, e magia…una musica bellissima, perfetta, esce dagli altoparlanti accanto a Marisa che muove i tasti del suo computer e la guarda estasiata.

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bollicine edilizie

Un mio vicino di prato è sparito. Al suo posto un cartello FOR SALE e queste bolle di sapone.

Che si preannunci anche in SL l’esplosione della bolla edilizia? Da quando sono arrivata i cartelli di terreni in vendita mi sembrano aumentati e a quanto mi dicono alcuni hanno comprato esclusivamente per rivendere a chi ne ha necessità, a prezzi, ebbene sì, un po’ più alti. Che tristezza!

In questo mondo di avatar si nasconde un nemico: l’uomo. In questo mondo di avatar si esprime l’essere più creativo: l’uomo.

Io con le bolle ho giocato, le ho rincorse sul prato, le toccavo e non esplodevano mai. Resistevano nell’aria con i loro arcobaleni fino a scomparire poi nel nulla.

Venivano soffiate fuori da un piccolo tubicino infilato nel terreno ed erano di diverse dimensioni e tutte perfette.

Piccola come sono posso entrare in una di queste bolle e sollevarmi verso l’alto protetta da un velo di sapone profumato e colorato. Se esplode, niente paura volo.

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orizzonte sperduto

Dall’orizzonte si capisce di essere su un altro pianeta.

Ho forse scoperto “Flatlandia” il mondo bidimensionale di Edwin Abbot Abbot e dov’è Spacelandia, il mondo a tre dimensioni, è forse tutto un’illusione ottica?

Per il momento vedo tutto squadrato e tagliato a fette. Qui in Second Life se entri tra le fronde di un albero ti accorgi che sono fogli di fronde abilmente incrociati, che da lontano ti danno l’immagine della rotondità di un albero reale.

L’acqua nelle sue varianti di colore sono fette assemblate in modo quasi magico per darti l’impressione di essere acque in movimento, solo se entri nel mare e nei fiumi l’acqua è una massa colorata e non percepisci se sei dentro a dei cubi o se sei nell’affettato.

Il tutto fa parte di una gradevole grafica di cui però non ho ancora compreso le regole.

Quasi, quasi mi viene voglia di non approfondirlo e di rimanere in questa sospensione fatale: ho bisogno di sognare e di dimenticare la parte più razionale del mio pensare.

fogli di fronde

fette d’acqua

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