Prima della lunga pausa estiva ho fatto un piccolo volo a caso e attratta da una splendida macchia verde sono dolcemente planata. Mi sto ancora guardando attorno perché mentre sotto i miei piedi le aiuole verdi sono già formate, il resto dell’isola è ancora da costruire completamente. Questo dà all’immagine la leggerezza delle cose sognate. Avevo scoperto il paradiso terrestre, ma, come spesso qui in Second Life, ero sola.
Oggi ho ripreso questa snapshot e mi sono accorta di una cosa fantastica. Bisogna avere occhi buoni ma con una lente potrete scoprirlo anche voi. Dietro le mie spalle nel centro esatto dell’anello verde giace un libro. Impossibile decifrare di quale libro si tratti e questo dà una possibilità in più per sognare. Se mi trovassi in un’isola deserta quale libro vorrei avere accanto?
Mi viene in mente l’affermazione di Maria Vailati, una docente di semiotica che per un po’ di anni mi accompagnò nella mia formazione artistica. Diceva pressappoco che anche con un solo libro, caposaldo della letteratura, si poteva ricostruire la vita dell’uomo. Analizzando un testo ci si poteva domandare: quando è stato scritto, in che epoca, in che paese? racconta una storia del presente, del passato o futuribile? quali sono le esperienze dell’autore, quali influenze può aver ricevuto? E continuando di questo passo mi sorgono infinite domande. Quale musica avrà ascoltato l’autore del libro, e il suo eroe od eroina, e la persona che sta leggendo il libro? Quali opere d’arte avranno apprezzato quali fatti politici, sociali accadevano sotto gli occhi dei vari personaggi ora e nel loro passato? Quali eventi avranno vissuto? Queste domande su un’isola deserta possono ricevere risposta solo dal bagaglio della memoria di chi si è perso con quel dato libro, ma per chi non è su un’isola e può ricercare le risposte è un percorso affascinante: una storia infinita.
No, non vi dirò quale libro vorrei avere su un’isola deserta, ma essendo una creatura avatar in SL con un click di mouse varierò il libro ad ogni fine lettura e così via….

ho pensato spesso a quali libri porterei con me su un’isola deserta (e poi: quali dischi, quali musiche…).
E un giorno mi sono piazzato davanti alla libreria e ho cominciato ad indicarli uno ad uno:
“tu…no, tu…no…”
Avevo eliminato anche quei libri riletti almeno tre volte.
Così ho pensato ad una battuta di un tale che diceva: “mi porterei l’elenco del telefono: con tutti quei nomi mi inventerei un sacco di storie”.
Ho pensato alla Bibbia, cosi ricca di storie ma anche un po’ troppo “inflazionata”.
Così ho deciso che porterei solamente dei fogli bianchi e il libro me lo scriverei da solo.
Già guardando questa snapshot, vedo una persona che timorosa osserva le acque dividersi e formare un passaggio verso l’altra parte, forse la terraferma o un’altra isola. E da lì inizierei il libro.
Questa tua decisione di scrivere un libro mi rammenta un’altra storia, quella de “Il marinaio” di Pessoa. Naufragato in un’isola sperduta decide di reinvertarsi il suo passato. Questo gioco lo porterà a dimenticare quale sia stato veramente il suo passato.
C’è da chiedersi meglio la finzione o la realtà, oppure una terza via, quella dove il sogno e la vita reale sono un tutt’ uno?
la terza via, sicuramente.